Onomatopeicamente
5 Marzo Mar 2019 1557 05 marzo 2019

I migliori libri letti a febbraio dallo Studio Grammelot

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Mirko Capozzoli, Gian Maria Volonté
Add Editore

Vita, parole, opere e (o)missioni di uno dei più grandi attori italiani di tutti i tempi. Di colui che è stato il bandito Cavallero, Enrico Mattei, Aldo Moro, Lucky Luciano, Bartolomeo Vanzetti, capace di dare volto e voce a personaggi meravigliosi come a splendidi abietti. Un uomo che voleva colpire il padronato teatrale e il capitalismo del palcoscenico, Volonté ha rappresentato per decenni, e lo rappresenta ancora, il volto sociale del cinema italiano. Capozzoli ne descrive la formazione e gli esordi fino alla ribalta internazionale, fino a quel Leone d'Oro alla carriera a Venezia, fino a quell'ultima collaborazione con Theo Angelopoulos. Un libro lungo una vita, arricchito da documenti privati e testimonianze inedite, su uno dei grandi del cinema nostrano.


Kent Haruf, Vincoli
NNE, traduzione di Fabio Cremonesi

Il piacere di tornare a Holt. Respirarne l'aria secca, percorrerne le strade polverose, perdersi tra le infinite distese aride: Holt è l'America vera, il cuore rurale, il centro antico legato alla terra e alla famiglia. Il romanzo d'esordio di Kent Haruf, nell'ormai consueta e perfetta traduzione di Fabio Cremonesi, è forse il più sincero, sicuramente il più umano. Seconda metà degli anni settanta, Edith Goodnough giace su un letto d'ospedale, con un ago infilato nel dorso di una mano e un uomo che la sorveglia dal corridoio. Viveva con il fratello, Lyman. Almeno fino ad un incendio che le distrusse la casa. Kent Haruf ci racconta della sua Holt, di quella che abbiamo imparato a conoscere e di una Holt che ancora non conosciamo. Se avete amato la trilogia, sarà come tornare a casa.


Thierry Frémaux, Cannes Confidential
Donzelli, traduzione di Daniela De Lorenzo

Thierry Frémaux è il direttore del Festival di Cannes da più di un decennio. E questo è il suo diario: un anno, da maggio 2015 al maggio successivo. Intimo e personale, Frémaux racconta le cene con Bertolucci e le mail di Dolan, le conversazioni con De Palma e le proiezioni private dei film da inserire nella selezione ufficiale. Un anno per vedere tutto, per selezionare e scartare. Un anno intero vissuto per quella che sarà un'altra edizione del festival cinematografico più importante al mondo, tanto celebrato quanto misconosciuto. "Cannes non è unicamente appannaggio dei dirigenti ma appartiene a quelli che lo fanno: cineasti, attori, visitatori, turisti, cannensi", questo è ciò che Frémaux premette nella prefazione all'edizione italiana, e così è.


Maddalena Ricolfi, Banksy
Luni Editrice

L'arte allo stato urbano, la creatività allo stato brado. Banksy è il simbolo di un cambio di prospettiva, di un cambio di mentalità, di una nuova street art che sta modificando il volto delle nostre città. Nel 2010 Time lo include nella lista dei cento individui più influenti al mondo, ma noi non ne conosciamo la vera identità. Noi, come tutti. Arte o marketing? Perché se è vero che "il muro attira la scrittura", Banksy è semplicità e profondità, mistero e comprensione: il tutto, sul muro accanto a noi. E se il sistema dell'arte contemporanea, attratto dalle ghiotte opportunità di profitto, tenta di normalizzarlo, Banksy continua a fuggire. Maddalena Ricolfi prova a seguirlo, ad inseguirlo. Senza raggiungerlo, ma raccontandocelo bene.


Manuel Vilas, In tutto c'è stata bellezza
Guanda, traduzione di Bruno Arpaia

Il libro della vita: la sua e la nostra. Manuel Vilas racconta la storia della sua famiglia, così diversa e così simile alle storie di tutti: un libro unico nel suo genere, coinvolgente e diretto come solo le grandi storie universali sanno essere. "Ci farebbe bene scrivere delle nostre famiglie, senza finzione, senza romanzare. Solo raccontando ciò che è successo o ciò che crediamo sia successo" e ci ha pensato lui. Per tutti. Un libro sulla perdita dei genitori, sulle sconfitte e sulle rinascite, sulla vita e soprattutto sulla morte, sull'umana fragilità e sul bisogno di raccontarla, forse per esorcizzarla forse soltanto per ricordarla. Indimenticabile.


Yoko Ono, Imagine John Yoko
L'ippocampo, traduzione di Paolo Bassotti

Bello da leggere, bello da sfogliare, bello da tenere in casa. L'Ippocampo sforna un libro indispensabile (non solo) per i nostalgici curato da Yoko Ono che racconta la genesi, l'evoluzione e i retroscena del leggendario album Imagine attraverso i ricordi di chi c'era. E sarà un po' come esserci grazie alle immagini d'archivio, gli artwork e ai fotogrammi dei video rimasterizzati per l'occasione. Un libro che ripercorre l'intimità della coppia John-Yoko andandone a ricercare il legame sentimentale e professionale. Un vero e proprio tributo monumentale all'album più acclamato della carriera di Lennon, riconosciuto universalmente come testamento e autoritratto sincero dell'artista immenso che troppo presto il mondo non solo della musica ha dovuto salutare per sempre.


Ludovico Pratesi, L'arte di collezionare arte contemporanea nel mondo globale
Castelvecchi

Che il grande protagonista dell'arte contemporanea sia il collezionista, è forse l'unica grande verità di un mondo in cui l'effimero spesso incontra l'irrazionale. Ludovico Pratesi non ci fornisce l'identikit, ma pensa all'evoluzione storica e per certi versi qualitativa di una figura che nel nostro Paese si affacciata solo negli anni Quaranta grazie a personaggi come Gianni Mattioli ed Emilio Jesi, analizzando le diverse sfaccettature di un fenomeno che spesso sovrappone l'idea del mero investimento - non necessariamente economico, ma di immagine e prestigio - alla ricerca artistica. Perché in Italia il collezionismo d'arte è un fenomeno molto più diffuso di quanto si possa pensare. Un manuale scritto con la solita leggerezza di un autore da cui vorresti sempre imparare nozioni nuove.


Nadia Terranova, Addio fantasmi
Einaudi

Uno dei libri italiani dell'anno. Se fosse il nuovo Premio Strega, nessuno griderebbe allo scandalo. Anzi. È la storia di un ritorno, di un ritorno a casa. È la storia di Ida e di sua madre, di Ida e del suo passato. Tornata a casa in vista della ristrutturazione del vecchio appartamento di famiglia che crolla a pezzi e che la madre vuole mettere in vendita, Ida è ancora una volta circonda dagli oggetti che ne hanno caratterizzato l'adolescenza e l'infanzia e il decidere cosa buttare e cosa tenere farà riemergere antichi traumi non del tutto superati. Come la scomparsa del padre e i silenzi della madre. E un
marito che è salvezza e rovina. Nadia Terranova è insieme a Teresa Ciabatti, Elena Stancanelli e poche altre, ciò che la letteratura italiana dovrebbe essere.


Darwin Pastorin Andrea Bozzo, Storia d'Italia ai tempi del pallone
Casasirio

La storia d'Italia raccontata attraverso le gesta epiche dei calciatori che hanno fatto la fortuna del nostro calcio. Un calcio lontano dalle mogli procuratrici di oggi e vicino alla gente. Dagli eroi del Grande Torino alla Mano de Dios di Diego Armando Maradona, passando per la finezza di Gianni Rivera e la doppia vita di Paolo Rossi. Darwin Pastorin e Andrea Bozzo partono proprio da quel maledetto schianto sulle colline che circondano il capoluogo piemontese per un racconto semplice e diretto di quella che fu la nobile arte pallonara nostrana con il tocco delicato dei giornalisti sportivi che si avvicinano all'attualità narrativa. Ne abbiamo viste tante, e molte sono racchiuse in questo piccolo e affascinante libro.


Francesco Poli, Modigliani
24 ORE Cultura

Il catalogo di una delle mostre interattive più interessanti della passata stagione a cura di Francesco Poli è un piccolo e prezioso compendio sullo stile di vita bohémien, sull'esistenza dissipata e la purezza delle immagini del nostro maggior pittore del Novecento. Al Mudec dal 20 giugno al 4 novembre scorso, con notevole successo di pubblico, la mostra su Amedeo Modigliani, e il suo catalogo, proietta il visitatore, e il lettore, nel contesto storico artistico attraverso un emozionante fluire di immagini, evocazioni e suggestioni fino alla sua Montparnasse tanto amata. Un'esperienza nuova, quella della mostra che non è più totalmente multimediale o totalmente espositiva, che rivive dalle pagine di un catalogo che respira di vita propria.


David Benatar, Meglio non essere mai nati
Carbonio, traduzione di Alberto Cristofori

Migliaia di miliardi di esseri coscienti, umani e animali, abitano il nostro pianeta. Troppi. Un numero esponenzialmente maggiore ha già vissuto ed è morto. E quante vite ci saranno nel futuro resta una domanda aperta. Comunque troppe. Alla fine, comunque, la vita nel suo complesso morirà e non è detto che non sia perché siamo in troppi a condividere questo stanco pianeta. David Benatar sostiene che venire al mondo sia sempre un male, e un male grave, che procreare non sia un dovere, che i bisogni genitoriali non vadano di pari passo necessariamente con la soddisfazione dei bisogni procreativi, che tutte le vite umane contengano molto più dolore di quanto si ammetta normalmente. E l'unico modo per garantire che una potenziale futura persona non soffra questo male è assicurarsi che non diventi mai un persona reale. David Benatar ci crede davvero; e alla fine del libro anche tu. Nonostante sia un tipo strano e riservato, il filosofo sudafricano sarà al prossimo Book Pride di Milano.

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