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22 Febbraio Feb 2018 1829 22 febbraio 2018

Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson e la ricerca compulsiva della perfezione

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La perfezione esiste. La perfezione è Paul Thomas Anderson, senza dubbio alcuno il protagonista di quest'inizio di millennio cinematografico. Il perché nella sua filmografia, non troppo lunga: Hard Eight, Boogie Nights, Magnolia, Punch-Drunk Love, There Will Be Blood, The Master, Inherent Vice, Phantom Thread. Ecco perché. E non perché i suoi minori sarebbero i migliori di un mediocre - cosa comune, almeno fra i grandi - e nemmeno perché continui a distribuire i suoi film in Italia noncurante dei titoli che spesso riserviamo alle sue opere, ma perché PTA è semplicemente il più bravo di tutti.

Phantom Thread esce oggi e dell'Anderson bravo non è un film minore nemmeno per sbaglio - di alcuni colleghi. E non è neppure l'ennesima ricerca non solo stilistica sul binomio amore e potere, ma uno sconvolgente ritratto umano e umanistico, una leggiadra e profondissima riflessione sul trionfo del pudore contrapposto all'imbarazzo e al suo divenire. Il lungo e indimenticabile addio alle scene di Daniel Day Lewis è il negativo inglese del petroliere americano Daniel Plainview: dove là aggiungeva, qui toglie. Dio mio come toglie. Il petroliere è nudo, ma vestito d'alta moda nei panni di Reynolds Woodcock, stilista britannico negli Anni ‘50, che si muove alla ricerca della perfezione tra movimenti di macchina che proseguono negli stacchi di una metrica stilistica questa volta quasi sussurrata che guarda però sempre a Kubrick. Perdonatemi, arrivandoci. Ed è nella direzione degli attori non protagonisti che ancora una volta Paul Thomas Anderson sfodera tutta la densità culturale del suo lavoro regalandoci interpretazioni memorabili e ricordandoci una volta per tutte perché la traduzione inglese di regista sia (film) director. In un film in cui l'approccio al sentimento è tutto tranne che convenzionale ribaltando i criteri della moderna fiaba romantica e costringendo lo spettatore a lavorare in proprio. Non per tutti, spiace.

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