Processo mediatico e Litigation pr
29 Gennaio Gen 2018 1110 29 gennaio 2018

Whistleblowing, prevenire è meglio che curare

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La legge sul whistleblowing è stata approvata da alcuni mesi e sembra che non sia successo niente. Gli studi legali dormono, le aziende sono in letargo, eppure questa novità in campo legislativo è destinata a incidere fortemente sia sul pubblico sia soprattutto sul privato in modo fortemente incisivo.

Non ci vuole mago Merlino per predire che tra il 2018 e il 2019 sarà un fiorire di casi di whistleblower veri o presunti che esploderanno sui giornali e che avranno ripercussioni rilevanti sul piano non solo giudiziario ma soprattutto economico per chi non avrà saputo correre ai ripari.

Di questo argomento parleremo non a caso a Cividale del Friuli in occasione della terza edizione di «LexFest», kermesse nazionale dedicata alla giustizia, agli operatori del diritto e dell’informazione, la mattina di sabato 3 febbraio, insieme a un giuslavorista del calibro di Gabriele Fava (studio Fava e associati), a un giudice del lavoro che oggi riveste anche il prestigioso ruolo di segretario dell’associazione nazionale magistrati, Edoardo Cilenti, e di un avvocato penalista, Francesco Salvi, dello studio Pavia e Ansaldo. Titolo dell’incontro sarà «Tra nuovi contratti e whisleblowing. Dove va il lavoro?».

Sempre su questo tema e sempre questa settimana, lo studio Pavia e Ansaldo ha promosso una iniziativa di alto profilo presso la propria sede di Milano, il prossimo 31 gennaio.

All’incontro, prendono parte avvocati di peso come Mario Di Giulio e Francesco Bruno che hanno coinvolto altri tecnici altamente specializzati per affrontare una materia così recente in ogni suo più delicato aspetto. Il legal manager di Q8, Cosimo Pacciolla, affronterà il tema delle «Responsabilità e profili critici dal punto di vista dell’impresa», mettendo insomma le carte sul tavolo. Sarà poi la volta di Lorenzo Di Vecchio, Compliance manager di Fendi, che toccherà un aspetto cruciale, ovvero l’incidenza della nuova normativa sul fronte della compliance e dei sempre troppo poco evocati modelli 231. Alessandra Grandoni, Counsel dello studio P&A, affronterà la delicata questione dei «Limiti di tutela per il segnalante come presidio di contemperamento di opposti interessi» mentre toccherà proprio a Francesco Salvi ordinare la discussione con la relazione sui «Profili sanzionatori del Whistleblowing».

E proprio l’avvocato Salvi mette in guardia da chi pensa di cavarsela affrontando questa normativa affidandosi all’improvvisazione: «chiave di volta per le aziende è dotarsi di un efficiente ed efficace organismo terzo, attrezzato con un sistema informativo ad hoc, criptato e rispondente alla più avanzata legislazione vigente o in corso di adozione in materia di privacy e contemporaneamente modelli altamente validi per gestire il flusso di comunicazione tra i soggetto segnalante e i destinatari». Cividale e Milano battono i primi colpi del 2018. Ne vedremo delle belle.

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