Processo mediatico e Litigation pr
13 Marzo Mar 2018 1229 13 marzo 2018

Quel che insegna la vicenda Nicolò Zanon ai nuovi vip

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La vicenda che ha portato alle dimissioni di Nicolò Zanon ci dice poche cose certe a proposito di disavventure mediatiche, problemi giudiziari e possibili reazioni. La sintesi più efficace del caso la fa Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: «L’auto con autista messa a disposizione dalla Corte costituzionale la utilizzava spesso sua moglie Marilisa D’Amico: shopping, impegni familiari, ma anche viaggi per recarsi in vacanza. Per questo il giudice Nicolò Zanon è stato indagato dalla Procura di Roma per peculato d’uso. E per questo ieri sera ha deciso di presentare le dimissioni. Nell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo è accusato di aver ceduto un bene che doveva invece utilizzare in uso esclusivo».

Sempre secondo il Corriere della Sera, la moglie di Zanon avrebbe usato l’auto in dotazione al giudice costituzionale per andare, ad esempio, a Forte dei Marmi. Noi non pensiamo che la signora Zanon usasse tutti i giorni l’auto di servizio per andare a fare la spesa, né che l’auto fosse sistematicamente abusata dalla moglie dell’insigne giurista. Inoltre, anche se goffa sul piano mediatico, la difesa di Zanon ha una sua sostanza giuridica: egli sostiene di aver interpretato l’uso «esclusivo» della vettura, che gli era stato concesso in ragione del suo status, in senso estensivo. Insomma, la logica è che se l’auto era concessa in via esclusiva a Zanon lui poteva disporne come meglio ritenesse, concedendola anche alla moglie. Finendo però – e qui torniamo alla valutazione mediatica – con una estensione nell’uso dell’auto e dell’autista che scivola nel ‘padronale’.

Ecco, secondo noi il punto è un altro. Il caso Zanon ci fa capire che forse, tra i protagonisti delle istituzioni, c’è ancora qualcuno che non ha compreso l’aria che tira nel nostro Paese. Un misto di ipocrisia e caccia alle streghe, o in questo caso di caccia alle auto blu. Il punto non è se Zanon verrà prosciolto o meno, se le accuse mosse reggeranno alle controdeduzioni della difesa. Il punto è che la signora Zanon andava a Forte dei Marmi con l’auto del marito giudice costituzionale che guadagna – come i suoi ex colleghi – ben 360 mila euro all’anno. La famiglia Zanon non poteva permettersi 500 euro di noleggio con conducente (NCC)? Non poteva permettersi un massimo di cento euro tra taxi, treno e taxi per andare da Roma alla località versiliese? E soprattutto, se proprio la signora Zanon necessitava di un’auto con autista a sua completa disposizione, il costo degli stessi non era largamente inferiore a quanto guadagnato da Zanon o a quanto perso, in termini di danno d’immagine, da lui e da sua moglie?

Si apre una nuova legislatura, presto o tardi nascerà un nuovo governo. Il consiglio ai nuovi vip è: state attenti, ponderate bene le vostre scelte e i vostri comportamenti, anche quelli apparentemente meno gravi, per non incorrere in problemi.

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