Processo mediatico e Litigation pr
4 Aprile Apr 2018 1259 04 aprile 2018

Gli effetti benefici del ricorso di Schettino

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I legali di Francesco Schettino hanno presentato ricorso alla Corte europea di Strasburgo per ottenere una revisione del processo che si è concluso con una condanna a 16 anni di reclusione per il naufragio della nave da crociera avvenuto nell’isola del Giglio la sera del 13 gennaio 2012.

Il ricorso è di grandissimo interesse sul piano mediatico giudiziario, perché l’argomentazione logica che anima l’iniziativa dei legali è che l’ex comandante della Costa Crociere ha subito una vicenda processuale che presenta «sintomi di iniquità», caratterizzata da una campagna mediatica che avrebbe condizionato il processo, soprattutto quello di primo grado, dalla deroga al principio costituzionale del giudice naturale precostituito (con l’assegnazione del giudizio di appello a una sezione della Corte scelta “ad hoc” e da una sostanziale iniquità dell’intero procedimento.

L’istanza ha superato un primo filtro di ammissibilità.

I legali hanno sottolineato la «pressione molto forte» che ha caratterizzato il processo e anche l’attività del pubblico ministero. Tra i punti centrali sul piano giuridico ci sarebbe la deroga al principio costituzionale (ex art. 25) del giudice naturale.

Insomma, i legali di Schettino invocano il diritto a un giusto processo. Il combinato disposto è interessante sul piano giuridico perché, tra le prime volte in Italia, chiama in causa tra l’altro l’impatto mediatico sull’evoluzione giudiziaria del caso.

Si tratta di un’argomentazione destinata a trovare in Europa molta più attenzione di quanto non si creda.

Infatti gran parte delle più recenti indicazioni che giungono da Strasburgo e Bruxelles puntano su centralità ed effetti del processo mediatico giudiziario, dalla «Raccomandazione 2003/13 adottata dalla COE contenente Principi relativi alle informazioni fornite attraverso i mezzi di comunicazione in rapporto ai processi penali» alla «Direttiva 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali». E ciò solo per citare alcune delle moltissime sollecitazioni sacrosante che l’Europa ha trasmesso agli Stati membri e che puntano a un equilibrio finalmente civile tra il diritto a informare ed essere informati e quello a un giusto processo, realmente rispettoso della dignità dell’imputato, colpevole o no.

Insomma, l’iniziativa legale di Schettino è una super notizia destinata a produrre effetti rilevantissimi non solo per il ricorrente ma per tutto il mondo delle litigation pr e della giustizia italiana. Se accolto, a prescindere dagli effetti sull’ex comandante, graditi o meno all’opinione pubblica, produrrà effetti positivi sull’evoluzione del rapporto tra informazione e sistema giudiziario.

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