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15 Giugno Giu 2012 1845 15 giugno 2012

Feltri candidato perfetto, a sua insaputa

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Vittorio Feltri, giornalista



La prima cosa che ha fatto quando è uscita la notizia anticipata dal Lettera43.it (leggi qui) della sua candidatura alle prossime elezioni politiche è stata cinguettare: «Sono candidato a mia insaputa.  Avrei preferito un appartamento». Vittorio Feltri (@vfeltri), bergamasco, giornalista, 69 anni da compiere il 25 giugno 2012, ha scritto questo messaggio a @libero (il twitter ufficiale del quotidiano Libero, di cui era azionista fino allo scorso anno che è diretto dall'amico Maurizio Belpietro). Un messaggio in codice ai suoi 20 mila 432 followers, seguaci fedeli.
È una santa «ignoranza» la sua, in tutto simile a quella che ha mostrato Gerry Scotti (@Gerry_scotti) 444 mila 475 followers, presentatore formato famiglia delle reti Mediaset, a cui Silvio Berlusconi aveva pensato come possibile anti Grillo. Come se il comico genovese fosse il Cristo su cui gettare la croce del Pdl. Scotti ha declinato l'invito. Anche Feltri ha scaricato subito il barile. A modo suo. «Si guadagna troppo poco ad entrare in Parlamento» ha detto. E per uno come lui, che porta a casa 700 mila euro l'anno, il rischio è troppo grosso.
Metti che poi gli tocchi davvero un futuro alla Claudio Scajola, già titolare di un appartamento a sua insaputa, o alla Domenico Scilipoti, ignaro di essere affiancato in Parlamento da uno o più sosia, o alla Michele Emiliano scivolato su piatto di cozze pelose.
Feltri preferisce restare solo il candidato perfetto, a sua insaputa.

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