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25 Gennaio Gen 2018 0923 25 gennaio 2018

SESSO E APOCALISSE A ISTANBUL: il nuovo thriller di Giuseppe Conte

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Giuseppe Conte
(scrittore)

Sinossi: La libreria di Giona Castelli aveva chiuso i battenti definitivamente il 10 maggio 2015. Le sue Torri Gemelle si erano disintegrate nel nulla. Una giornata di primavera imbastardita dall'afa. L'ultimo libro che aveva venduto era stato "Sottomissione" di Houellebecq. Si ricordava il titolo. E si ricordava l'acquirente. Non era difficile, né l'uno né l'altro. O meglio, l'altra. Perché l'ultimo acquirente era stata Vero, la sua amante. (Giunti, pagg. 240, € 16)

Ambientazione: voto 7Centro storico di Genova: fra i vicoli consumati, fonte di ispirazione per le dita e la voce dell’immenso Fabrizio De Andrè, una libreria sta per chiudere i battenti, frantumando i sogni del suo giovane titolare. Genova cade come le “Torri gemelle personali” del protagonista. Leggendo questo thriller, prendiamo un taxi letterario, arriviamo all’aeroporto, e dopo il check-in delle nostre esistenze, voliamo ad Istanbul: le sponde del Bosforo dividono in due la vita dei protagonisti, vittime di un gioco mortale che non avevano previsto, quando Instanbul si trasforma in Bisanzio e addirittura in Nuova Roma, a seconda dei gusti dei lettori.

Personaggi: voto 7 - Giona (M protagonista) è un pazzo-fallito: pazzo perché decide di aprire una libreria in una nazione dove i numeri degli scrittori è quasi il doppio dei lettori, e fallito perché, nonostante i dati poc’anzi citati, decide di indebitarsi per poter vendere libri, e nella peggiore delle ipotesi, leggerli tutti d’un fiato. Ma ad un tratto, la vita di Giona cambia: da pazzo-fallito si trasforma in mantenuto-scopatore. Altro che libraio!!! Vero (la F protagonista) è la moglie (sullo stato di famiglia) di un senatore della Repubblica, cornuto non consapevole. Un giorno entra nella libreria di Giona, gira fra gli scaffali, compra un numero esagerato di libri, e decide di mantenere, a suon di scopate brutali ed interminabili, quel librario ormai sul baratro. Ma Vero lo usa per soddisfare quei sogni-bisogni nascosti, celati dal perbenismo sociale che sfociano sempre nel sesso estremo. Però manca l’Apocalisse: eh, certo, ma se vi svelassi il terzo attore non protagonista del romanzo, non ci sarebbe più gusto. E a dirla tutta, un thriller non lo si può recensire, ma soltanto leggere.

copertina libro

Giudizio: voto 8 – Devo ammetterlo: dopo aver letto il titolo, mi son avvicinato a questo romanzo con un po’ di scetticismo. Perché? Provate a leggere la biografia di Giuseppe Conte (poeta, vincitore del premio Hemingway, traduttore di Whitman e D.H. Lawrence) e osservate la sua foto in bianco/nero. È un signore distinto, di una certa età, così serafico e meditativo, seduto sulla panchina di marmo di una villa comunale, in attesa che il fotografo lo immortali per una foto (che odia fare – lo percepisco dai suoi occhi) di rito. Tutto mi sarei aspettato fuorché una storia del genere: moderna e trasgressiva, sessualmente esplicita ed ispiratrice di giochi perversi, tremante per la minaccia contemporanea dei fanatici dell’islam. Un giro di vite che passa dal SESSO all’APOCALISSE grazie ad un linguaggio semplice ma efficace, una trama diretta ma contorta, e una città ISTANBUL, che non delude mai.

Consiglio all’acquisto: esplicitamente consigliato!

Per essere recensiti, inviare copia cartacea del libro:
voxLIBRI - via L. Berlingieri 84 - 75025 Policoro (mt)
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