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23 Luglio Lug 2018 0943 23 luglio 2018

Le interviste di Antonio Orlando: PAOLO NEGRO ci parla del suo ultimo libro "Clone"

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Paolo Negro
(scrittore)

Chi è Paolo Negro?

“La forma, nella vita, talvolta è sostanza. Per questo delle due l’una: o lei non sapeva manco esistessi (non mi stupirei) e non ha la minima idea di chi sia e cosa faccia chi sta intervistando e non ha letto manco Wikipedia - Paolo Negro (scrittore). In ogni caso, essendo giornalista professionista da trent’anni (La stampa, La Repubblica, Il giornale, responsabile mass media del Medal plaza Plaza Olimpiadi 2006 e responsabile unico Paraolimpiadi 2006 , più varie ed eventuali) e avendo scritto sette romanzi (alcuni tradotti all’estero), le dico che sono una uomo come tanti altri. E che amo parlare chiaro. E' l'unica strada che conosco per evitare, o quasi, i qui pro quo”.

Clone (copertina libro)
(Imprimatur, pagg. 252, € 17,50)

Ha pubblicato di recente Clone (clicca per leggere la scheda del libro e guardare il booktrailer), un romanzo investigativo dai contorni noir. Ci racconti un po' la genesi di questo nuovo lavoro.

E' uscito il 26 giugno per Imprimatur editore, promosso e distribuito da Mondadori. E’ un libro dalle molteplici possibili letture. Può essere un noir, ma è anche un viaggio nella religiosità umana, tra i dubbi che hanno in molti, quando si mettono di fronte alla Sindone. E nasconde, alla fine, anche una speranza. Su questa idea di libro ci ho lavorato sei/ sette anni. Anzi, ad esser sinceri di più. Non mi sentivo pronto quando l'ho pensato...

Torino

Ha definito il libro come “un atto d’amore per la mia città”. Qual è il suo rapporto con Torino?

Ci sono nato, ho vissuto a Torino, tra pause e allontanamenti di lavoro, per circa 50 anni. E’ la mia città. Me la sento dentro, nonostante non sia malato di nostalgia e non c'è posto in cui sono stato, che non abbia per qualche verso apprezzato. A Torino sono nati i sogni di bambino, lì ho un universo di ricordi, speranze e delusioni

Una nuova ricerca indica che almeno la metà delle macchie di sangue della Sindone di Torino sarebbe falsa: solo alcune sarebbero compatibili con la posizione di un uomo crocifisso, ma altre non trovano giustificazione in nessuna posizione del corpo, né sulla croce né nel sepolcro. Ha affrontato con maestria e delicatezza anche il tema della Fede. Qual è il suo punto di vista a riguardo?

Semplice: la posizione di chi ha letto anche, 48 ore dopo la notizia, la valutazione fatta da un esperto sindonologo (pubblicata anche da Repubblica) su quali sono indicati i motivi tecnici per cui quella ricerca è da prendere con le pinze… Comunque, ad ogni buon conto: la storia della Sindone e sulle scoperte fatte insegna prima di tutto la prudenza sui commenti. Discorso sulla fede: la fede non può dipendere dalla Sindone. Se credi, se hai fede, la Sindone è prima di tutto testimonianza di sofferenza, di ciò che l'uomo della Sindone ha patito. Che sia Gesù o un altro, non è fondamentale. Al contrario, se non hai fede, non cambierai certo idea nel sapere di chi è quell'immagine. La fede è una scelta individuale e profonda, come profondo è il suo rifiuto. Ci vuole rispetto e delicatezza, per entrambe le posizioni.

La sacra Sindone

Siamo davvero in presenza di un clone di Cristo?

Se mi domanda se è possibile clonare qualcuno, al di là che la clonazione umana è ufficialmente vietata, penso che perlomeno ci siano vicini. Del resto, pensi che cosa avrebbero risposto gli scienziati se 40 anni fa avessimo posto loro la domanda se era possibile la clonazione animale che ora invece è già realtà. La scienza, la ricerca non si fermano. Mai. E' antistorico e stupido sostenere il contrario.

Copertina CLONE
(Imprimatur, pagg. 252, € 17,50)

Da Camilleri a De Giovanni, da Vichi a Manzini. Sono tanti i commissari presenti nella letteratura italiana noir. Come e dove colloca il suo vicequestore Franco Barberi?

A dir la verità preferisco che me lo dicano i lettori com’è il mio Barbieri. Non ho usato modelli precostituiti. E' cresciuto una pagina alla volta. Direi comunque, per non condizionare nessuno, che è un uomo normale, magari all’apparenza spigoloso, ma vero, autentico. Un uomo come chiunque. Di certo, è ben lontano dal supereroe senza macchia e senza paura. Ma cosa c'è di più straordinario che essere sul serio normale (attenzione: ho detto normale, non banale) quando vivi in un mondo che rigurgita di uomini eccezionali che in realtà non lo sono?

Un saluto per gli amici di VoxLIBRI

Un invito a continuare così e un plauso a chi legge e ama leggere. Che piaccia o no, leggere rende liberi. E credo che tutti noi ne abbiamo sempre bisogno.

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