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17 Aprile Apr 2019 1101 17 aprile 2019

SIGISMONDO E ISOTTA: il nuovo libro di Maria Cristina Maselli

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Sigismondo Pandolfo Malatesta
Signore di Rimini e Fano

Rimini, + Anno del Signore 1437

Sigismondo Pandolfo Malatesta è il valoroso condottiero nonché amato e rispettato signore di Rimini: in una mattina come tante, lungo via del Rigagnolo, appare in sella al suo destriero, con corazza e spada, fiero del suo blasone ricamato sulla sella del cavallo. Non guarda nessuno, e calpesta l’erba della stradina con fierezza e quasi tracotanza. Non si fida di nessuno, e ordina al suo contabile di tenere a bada il registro delle spese del suo piccolo regno. Non ama nessuna, e continua ad umiliare la moglie (Polissena Sforza, figlia di Francesco Sforza) nonostante si diletta, anima e corpo, fra le lenzuola di tantissime donne che lo adorano e o lo venerano come un dio.

Isotta degli Atti
Nobildonna di Rimini

Ma quella mattina, lungo via del Rigagnolo, cammina a passo spedito una governante che cinge la mano di una bambina di appena 5 anni: bella come il sole, dal viso rosato e perfetto, e dagli occhi verde chiaro. È Isotta degli Atti (figlia di un mercante benestante) pudica ed educata. Cresciuta senza madre, già a 14 anni diventa DONNA, vivendo (con il permesso) del padre, la sua favola d’amore con il suo principe… “A te ho dedicato la mia giovinezza, l’anima e il corpo, a te ho dedicato una fedeltà che in ogni tempo ti è rimasta intatta”

Sigismondo e Isotta
(Piemme, pagg. 612, € 20)

E da quale giorno, Sigismondo perderà letteralmente il senno: amerà come non aveva amato mai, vivrà per Isotta come nessun uomo del suo rango aveva vissuto mai, e fino all’ora della loro dipartita, per il signore di Rimini, Isotta degli Atti resterà la “moglie” vera di Sigismondo Pandolfo Malatesta… "O vaghe e dolce luce, anima altera! Creatura gentile, o viso degno, o lume chiaro, angelico e benegno, in cui sola virtù mia mente spera, tu sei de mia salute alta e primera ancora che mantien mio debil legno: tu sei del viver mio fermo sostegno, turture pura candida e sincera. Dinanzi a te l’erbetta e i fior s’inchina vaghi d’essere premi dal dolce pede e commossi dal suo ceruleo manto. E’l sol quando se leva la matina se vanagloria, et poi quando te vede sconficto e morto se ne va con pianto” Sigismondo Pandolfo de Malatestis

Maria Cristina Maselli
(scrittrice)

Rimini, + Anno del Signore 2015 (circa)

Maria Cristina Maselli, autrice di questo fantastico romanzo, dall’aspetto nobile, rinascimentale, dai capelli biondi ondulati, dagli occhi verde ghiaccio e dal viso angelico, in una calda giornata di agosto, decide di entrare all’interno del Tempio Malatestiano di Rimini. L’ha fatto innumerevoli volte, ma quel giorno entra con una consapevolezza: deve raccontare quella storia d’Amore, deve terminare il libro così come aveva promesso a Maria Grazia Capulli (sua amica per sempre) alla quale lo stesso è dedicato.

Tomba di Isotta degli Atti
(Tempio Malatestiano, Rimini)

Decide di inginocchiarsi sotto la tomba di Isotta degli Atti. Vuole respirare la forza di quella Storia d’Amore, vuole asciugare le lacrime di quella tormentata Storia d’Amore, vuole essere la fedele testimone di come l’AMORE (anche impossibile) possa regalare a noi lettori, la speranza che “nei secoli che verranno rimarremo qui ad attendere, chi crede nell’amore e chi non ci crede affatto, invitando i primi a perseverare e convincendo i secondi a ricredersi…” e Maria Cristina Maselli ci è riuscita magnificamente, scrivendo un romanzo perfetto, dove storia e fantasia si mescolano ineccepibilmente, regalando ai posteri un capolavoro che verrà letto (e studiato) tutto d’un fiato.

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