25 Giugno Giu 2018 0819 25 giugno 2018

Vipera italiana dove vive

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Rettili appartenenti alla famiglia dei Viperidi, le vipere italiane, sono gli unici serpenti velenosi presenti sul territorio nazionale. Si tratta di animali molto lenti, schivi e solitati, che si spostano di rado. Essi tendono inoltre ad andare in letargo durante l’inverno, e a svegliarsi nel mese di marzo, in concomitanza con l’avvio della stagione primaverile, stagione degli amori.

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Specie e habitat delle vipere italiane

Sono quattro le specie di vipere presenti sul territorio italiano e sono distribuite in tutte le regioni, ad eccezione della Sardegna, dove non sono risultano essere presenti serpenti velenosi.

  • Vipere Aspis, diffuse per lo più sulle Alpi e sugli Appennini, si trovano fino a 2500 metri di quota. Lunghe circa 80 centimetri, hanno come tutte le vipere la testa triangolare ben distinta dal resto del corpo, il muso squadrato e all’insù. Le pupille sono verticali e la coda è corta e tozza.
  • Vipere Berus meglio note come Marasse Palustri, diffuse nelle zone di montagna, sono presenti in particolar modo nel Nord Italia, ma le si può trovare anche in acqua. Risultano essere piuttosto aggressive, se provocate, attaccano facilmente. Non superano solitamente i 60 centimetri di lunghezza, hanno il corpo tozzo e la coda corta. Sono inoltre una specie perlopiù diurna, anche se in alcune regioni tendono ad uscire dalla tana anche dopo il tramonto.
  • Vipere Ammodytes o Vipere del Corno, presenti soprattutto nel nord-est dell’Italia (Dolomiti comprese). Sono facilmente riconoscibili per la presenza di un piccolo corno sulla punta del muso, e prediligono un habitat costituito da zone aride, pendii e pietraie. Non risultano essere molto aggressiva, ma il loro veleno è il più pericoloso fra le specie presenti in Italia.
  • Vipere Orsini, presenti nell’Appennino Abruzzese ed Umbro-Marchigiano, in particolare sul Gran Sasso. Sono la specie più piccola e prendono il nome dal naturalista italiano Antonio Orsini che le scoprì. Caratterizzate da un corpo tozzo e dalla testa piccola, il loro colore va dal grigio crema al rosso con una striscia a zig zag nera sul dorso.

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Morso della vipera: come comportarsi

Le vipere, essendo rettili molto schivi, raramente colpiscono l’uomo. A ciò è doveroso aggiungere che, non sempre al morso di vipera corrisponde l’iniezione del veleno, e che, anche quando ciò avviene, l’avvelenamento sporadicamente porta alla morte.

Sintomi caratteristici dell'avvelenamento da morso di vipera sono, per ciò che concerne la zona del morso, nella quale tendono a comparire dopo pochi minuti:

  • dolore intenso nella zona colpita
  • tumefazione imponente ed estesa
  • necrosi e chiazzatura emorragica (livido).

Tra gli effetti generalizzati, che compaiono dopo circa un'ora dal morso si trovano invece:

  • mal di testa
  • nausea
  • vomito, anche di sangue
  • dolori addominali
  • febbre
  • difficoltà nei movimenti

Alla gravità dell’avvelenamento concorrono ovviamente vari fattori, quali: età, peso corporeo, condizioni generali della persona, sede e profondità del morso, quantità del veleno, movimento della persona dopo il morso.

Se si è morsi, sarà necessario:

  • mantenere il più possibile la calma, in quanto l’agitazione potrebbe provocare una più rapida diffusione del veleno;
  • sfilare subito anelli, bracciali ecc., prima che il gonfiore possa impedirlo;
  • lavare la ferita con acqua ossigenata, evitando disinfezioni con alcool o sostanze alcoliche perché il veleno della vipera, a contatto con l’alcool, forma composti tossici.
  • premere la ferita immediatamente dopo il morso, in modo da far uscire la maggior quantità possibile di veleno. Sarà possibile utilizzare il laccio emostatico che andrà controllato periodicamente e, se necessario, allentatelo. Nel caso in cui il gonfiore raggiunga la fasciatura, bisognerà legare 5/10 cm più in alto un’altra fasciatura e poi togliere quella effettuata precedentemente.
  • chiamare il 118, in ospedale, dopo la rimozione dell’eventuale bendaggio compressivo, verrà attribuita la classe di gravità, verificando la copertura antitetanica e l’eventuale profilassi.

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Come evitare di essere morsi da una vipera

Si sa: "prevenire è sempre meglio che curare", sarà quindi, anche per ciò che riguarda i morsi delle vipere, meglio evitarli, seguendo alcuni piccoli accorgimenti:

  • non recare disturbo a nessun serpente e non tentare di uccidere quelli incontrati, se proprio si è costretti a colpirli, ricordare di mantenere la distanza di almeno un metro da essi;
  • non camminare tra la vegetazione a piedi nudi o con scarpe basse, ma indossare calzettoni di lana pesante e calzoni lunghi di tessuto;
  • non rovistare tra la vegetazione a mani nude;
  • camminare sempre con passo pesante, battendo le erbe e le pietre con un bastone (le vipere di fatti, hanno un udito poco sviluppato ma sono molto sensibili a movimenti e vibrazioni);
  • evitare di sedere o fare picnic vicini ad ammassi vari, pietraie, muretti, legnaie;
  • scuotere più volte giubbotti e maglioni deposti a terra o appesi ai rami dei cespugli prima di rindossarli;
  • controllare a vista i bimbi piccoli, facendoli giocare solo in posti sicuri.

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