11 Giugno Giu 2018 1802 11 giugno 2018

Chi sono i rider

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Bici o scooter, smartphone e pedalate. Questo il sintetico identikit dei rider, giovani che corrono per le strade delle città per ritirare da ristoranti e pizzerie, pizze e piatti pronti, da consegnare a domicilio. Su questi "lavoratori non-lavoratori" si sono accesi da tempo, e per svariati motivi, i riflettori.

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Per chi e per quanto lavorano i rider

Le cifre dei rider in Italia sono elevatissime: si stimano circa 50 mila giovani che si iscrivono alle piattaforme delle società di consegna per ingaggi fissi o saltuari. Tra le più note ci sono sicuramente la Foodora, la JustEat, l'UberEats e Deliveroo, quest'ultima un colosso inglese che ha cavalcato il mercato e ha visto il suo fatturato crescere in un sol colpo a livello mondiale.I fattorini del XXI secolo, che ricevono gli ordini tramite un app, sono per lo più di studenti, con un’età media che oscilla tra i 19 e i 30 anni, che lavorano circa 12 ore a settimana, ma per meno di 6 mesi l’anno.

Non mancano però casi di lavoratori, disoccupati o sotto-occupati, meno giovani, che si decidono di dedicarsi a tempo pieno a questa attività. Anche se solitamente i rider lavorano per una sola società, possono operare anche per più società contemporaneamente. La pecca? Niente contratto di lavoro, ma solo di collaborazione a partita Iva per un guadagno medio che si aggira al di sotto dei 10 euro l’ora.

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I rider e la loro protesta

Ultimamente si è spesso sentito parlare delle proteste dei rider, in particolare l’ultima, quella in cui i rider bolognesi hanno incrociato le braccia in occasione di una bufera di neve con lo slogan: "una pizza non vale il rischio" per opporsi all’intensificarsi del loro sfruttamento ed ottenere tutti i diritti e le tutele che spettano a qualsiasi lavoratore. In particolare tra le loro richieste:

  • l’introduzione di un contratto di categoria con l’applicazione del CCNL Trasporti e Logistica;
  • la revoca delle false partite iva e la sostituzione con un contratto adeguato;
  • il rinnovo di tutti i contratti in scadenza;
  • la retribuzione di 7,50 € netti all’ora di salario garantito per tutti;
  • un compenso di lavoro nel caso in cui le consegne avvengano oltre l'orario di lavoro stabilito;
  • un’indennità malarica dovuta all’inquinamento da smog dell’aria che corrisponda al 30% del pagamento ad ora;
  • il riconoscimento di un indennità chilometrica oltre i 3,5 km su strada, dal punto di partenza al punto di consegna;
  • la copertura assicurativa totale a carico dell’azienda per ciascun lavoratore;
  • un risarcimento per le spese che riguardano il mantenimento dei mezzi per spostarsi e del cellulare;
  • la fornitura dell'attrezzatura occorrente, quali tuta impermeabile e caschetto a norma.

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Di Maio lotta per il salario minimo dei rider

"Il lavoro non può essere sfruttamento"
Queste le parole del neo ministro Di Maio che incontra i rider sostenendo che i giovani fattorini sono oggi simbolo di una generazione abbandonata che lavora "per pochi euro al giorno". La soluzione secondo Di Maio? L'introduzione del salario minimo, misura peraltro presente anche nel contratto di governo, che assicurerebbe una paga minima stabilita per legge a quei lavoratori che oggi sono soggetti solo alle leggi del mercato.

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