31 Luglio Lug 2018 0644 31 luglio 2018

Perché la Grecia è andata in crisi

  • ...

A causa della crisi, di cui nell'ultimo decennio è stata vittima, la Grecia è da molto tempo il fanalino di coda dell’Unione Europea.

Leggi anche: "La Germania guadagna quasi 3 miliardi dalla crisi greca"

La crisi e le sue tappe

Sul nascere del XXI secolo, l'economia greca era da considerarsi, in Europa, una delle più floride. Con l'entrata della Grecia nell'eurozona (2001), sembrava, infatti, aver raggiunto l'apice della sua crescita economica. La florida situazione pareva inoltre aver trovato un ulteriore conferma nel 2004, quando, grazie alle olimpiadi, in quell'anno tenutesi proprio in Grecia, si erano potuti riscontrare forti incrementi, nel settore turistico e della distribuzione, (essenziali fonti di reddito per l'economia del paese). Di conseguenza anche i mercati finanziari versavano in una situazione sempre più di equilibrio.

Apparentemente, le prime avvisaglie di crisi si ebbero nell’autunno 2008, con il crollo dei mercati finanziari, da ricondurre probabilmente alla crisi sorta nell'anno precedente nel mercato dei mutui sub-prime statunitense, una sorta di effetto contagio insomma, che portò ad un grave indebitamento. A ciò si aggiunsero poi le gravi notizie riguardanti lo stato dell'economia greca che, diffondendosi in modo rapido tramite i principali mezzi di informazione, hanno avuto come effetto, quello di buttare nel panico la maggior parte degli investitori. Così alla fine del 2009, quando il neo primo ministro George Papandreou rivelò pubblicamente che i bilanci economici comunicati dai precedenti governi all'Unione Europea non erano affatto veritieri, la situazione era oramai degenerata.

Andando a fondo si è potuto ben capire che la crisi greca non è stato proprio un fulmine a ciel sereno: già nel 2004 il governo di Atene aveva dichiarato di aver truccato i conti per poter entrare nell’euro. Il rapporto deficit/PIL che, stando ai parametri dell’UE non dovrebbe oltrepassare il 3%, si aggirava allora intorno al 12%. Dunque la Grecia, non solo non era più in grado di rimborsare i debiti verso i propri cittadini, e verso gli operatori economici stranieri, ma mancavano proprio i soldi nel paese. Da allora la Grecia ha cercato sempre più capitali sui mercati esteri, dando vita ad un circolo vizioso di debiti utilizzati per pagare debiti precedenti e spese correnti.

Gli anni degli aiuti internazionali


La Grecia, trovandosi in seria difficoltà, diviene il primo paese dell’eurozona a ricevere dei piano di aiuti internazionali, prestiti conferiti dagli altri stati europei, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale (Fmi).

  • Nel maggio del 2010 la Troika (formata dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale) approvò un piano di aiuti di 110 miliardi di euro e diede vita ad un Fondo europeo di stabilità finanziaria, per cercare di ovviare il pericolo di default della Grecia e l'eventuale crollo finanziario di altri Paesi dell’Unione europea. Il piano di salvataggio portò però a duri tagli alle casse dello stato greco, costretto a ridurre, se non ad eliminare, stipendi, pensioni, fondi sociali e posti di lavoro nel settore pubblico.

  • Nel luglio del 2011 viene approvato un secondo piano di aiuti per la Grecia, per un totale di 109 miliardi di euro.

La Grecia ha poi toccato il fondo con le elezioni del gennaio 2015 vinte dal partito di estrema sinistra Syriza, guidato da Alexis Tsipras, il quale, annunciò sin da subito un referendum per il 5 luglio sulle nuove misure di austerità proposte che, a suo parere, erano finalizzate all'umiliazione di un intero popolo. I risultati del referendum, confermano il rifiuto dei greci delle proposte dei creditori.

Intanto, per evitare la Grexit, l’uscita della Grecia dall’area della moneta unica, viene dichiarato, in un documento inviato a poche ore dalla scadenza di un ultimatum, l'impegno dello stato in questione, al recepimento della maggioranza delle proposte dei creditori per convincerli a riprendere gli aiuti ed evitare l’uscita del paese dall’eurozona.

Il 13 luglio 2015, dopo diciassette ore di difficili negoziati, l’eurozona si convince ad avviare un terzo piano di aiuti per la Grecia.

Leggi anche: "Grecia, le responsabilità della crisi"

Crisi finita?

La Grecia dopo otto anni di dura crisi sembra esser uscita dal tunnel rimanendo nell'euro.

Nel luglio 2017, la Grecia fece ritorno sui mercati finanziari e nel settembre dello stesso anno i ministri delle Finanze dell’Unione Europea, riportando il rapporto deficit/Pil, confermano che il Paese è fuori dalla procedura del deficit eccessivo. Nel gennaio 2018, nonostante il quadro della situazione finanziaria greca risultava essere ancora abbastanza fragile, gli indicatori del Fmi registrano una crescita del PIL dello 2,02% nel 2018 e dell’1,83% nel 2019.

Così lo scorso 22 giugno, si è arrivati all'accordo all'Eurogruppo riguardante l'uscita della Grecia dal terzo programma di aiuti, contenente tra l'altro, misure per alleggerire il debito. L'accordo, annunciato dal presidente Mario Centeno, ha concesso ad Atene, l'ultima tranche del prestito di 15 miliardi di euro, oltre ad aver dato alla Grecia la possibilità di posticipare di 10 anni il pagamento dei 110 miliardi di euro di prestiti avuti dal vecchio fondo salva-Stati Efsf e a prolungare di altri 10 anni il 'periodo di grazia' (quello in cui non scattano sanzioni se non si ripaga il prestito).

Leggi anche: "Grecia, alleggerito il debito: finisce l'era del commissariamento"

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso