16 Ottobre Ott 2018 2032 16 ottobre 2018

Castagne "matte" come riconoscerle

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I frutti dell'ippocastano o castagno d'India sono delle castagne tossiche non commestibili che vengono soprannominate in tanti modi: selvatiche, matte, false.

Si trovano di solito nelle città lungo i viali e nei parchi.

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Le principali differenze

Le buone castagne da mangiare bollite, in forno, arrostite nella padella o in forno, e nelle tante ricette sia dolci che salate, sono quelle che si trovano nei boschi di montagna.

Contenute all'interno di un riccio che si trasforma da verde a marrone durante la maturazione, è ricco di aculei e offre più di una castagna alla volta come se fossero in gruppo.

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Qui di seguito si elencano le principali differenze tra le castagne commestibili e quelle selvatiche:

  • le castagne "matte" sono chiare, quasi lucide e alla vista appaiono più belle
  • sono grosse e rotonde
  • il loro riccio ha una buccia esterna giallognola ed è privo di aculei oppure gli stessi sono più corti
  • presentano una sola castagna per riccio
  • le castagne false non hanno una superficie vellutata
  • la parte chiara alla base è più larga
  • ogni castagna selvatica è priva del ciuffetto apicale inferiore

Ippocastano

L'ippocastano è un grande albero molto diffuso in Italia con fiori bellissimi, anche se i suoi frutti non sono da raccogliere e da utilizzare in cucina.
Il castagno d'India appartiene alle Sapindaceae, serve come ornamento e per fornire un'ombra vasta e fitta con foglie composte.

Nel passato, i suoi frutti o castagne matte venivano usate come mangime per cavalli, ma andavano trattate per eliminare la loro tossicità. La corteccia del castagno selvatico era utilizzata come febbrifugo naturale e sembra che portare in tasca una castagna d'India sia di buon auspicio per scongiurare i malanni invernali.

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