14 Agosto Ago 2018 0826 14 agosto 2018

Grassi idrogenati, dove si trovano

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Due, le grandi categorie in cui possono essere divisi i grassi alimentari:

  • grassi "buoni", monoinsaturi e polinsaturi;
  • grassi "cattivi", saturi e “trans”, da consumare con moderazione, soprattutto per ciò che concerne gli ultimi, che vengono prodotti perlopiù durante il processo di idrogenazione.

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Processo di idrogenazione: in cosa consiste

Per natura i grassi idrogenati non sono presenti negli alimenti, ma si producono a partire da acidi grassi insaturi presenti negli oli (grassi vegetali) che, a temperatura ambiente, si presentano in forma liquida e che vengono poi resi solidi attraverso un processo chimico chiamato appunto idrogenazione.

Da questo processo, messo appunto all’inizio del XX secolo e applicabile solo a livello industriale, nacquero le margarine, i primi grassi vegetali spalmabili. L'idrogenazione rende il grasso, in tal caso l'olio, più solido e conservabile rispetto un prodotto non trattato, e dal punto di vista gustativo, gli alimenti che lo contengono, risultano di gran lunga più gustosi al palato.

I grassi idrogenati sono inoltre meno soggetti ad irrancidimento, cosa molto apprezzata dalle industrie alimentari.

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Grassi idrogenati: gli alimenti che li contengono

La margarina, è l'alimento che più presenta un alto contenuto di grassi idrogenati; inventata nella seconda metà del secolo scorso, nasce come alternativa economica a maggior conservazione rispetto al burro.

Di conseguenza i prodotti con un più alto contenuto di grassi idrogenati, sono quelli che presentano un altrettanto alto contenuto di margarina.

Tra questi:

  • prodotti da forno come biscotti, fette biscottate, cracker, crostini, torte, croissant;
  • snack dolci e salati: barrette, merendine, patatine, budini;
  • preparati per pasticceria, quali creme, cioccolata,
  • gelati e salse, come la maionese, o i condimenti per insalate;
  • prodotti da fast-food: crocchette, hamburger, pane, ecc...

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No ai grassi idrogenati

Importanti studi scientifici hanno però, negli ultimi anni, evidenziato l'alta nocività, dei grassi idrogenati, i quali, pur essendo di origine vegetale, risultano essere addirittura più pericolosi di quelli di origine animale.

Ciò in conseguenza del processo di idrogenazione, durante il quale spesso si formano degli acidi grassi chiamati “trans” (nome derivato dalla disposizione deglii atomi del grasso), che vanno a favorire l’aumento dei livelli ematici di colesterolo LDL, con rischio di occlusione delle arterie.

Bisognerebbe dunque evitare questi grassi così pericolosi provando ad escludere, dalla propria dieta, tutti i prodotti contenenti margarina e grassi idrogenati.

Tra l'altro oggi è possibile produrre margarina priva di grassi idrogenati, seppur con costi di produzione maggiori. Varie, le aziende alimentari che producono prodotti privi di grassi idrogenati: Alce Nero, Coop, Ecor, Galbusera, Gentilini, Germinal, Nattura.

Fondamentale, sarà leggere attentamente le etichette, per essere consumatori critici e consapevoli delle proprie scelte alimentari; e poi perché no, anche cimentarsi nella preparazione di torte e biscotti "della nonna", sostituendo il burro con olio o yogurt, o del pane fatto in casa.

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