27 Giugno Giu 2018 1157 27 giugno 2018

Come si fa la birra artigianale

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La birra è DONNA!!!

Un'antica leggenda vuole che ad inventata, o meglio a scoprire, la birra, fu una donna sbadata, che, dopo la raccolta dei cereali, li dimenticò alle intemperie in un’anfora. I semi bagnati dalla pioggia, in maniera del tutto casuale, andarono ad innescare un processo di fermentazione che diede vita ad una sostanza liquida dolciastra, che è appunto quella che oggi è conosciuta come birra.

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La birra in Italia

In Italia sembra che i primi a bere birra (allora chiamata 'pevakh'), siano stati gli Etruschi; inizialmente composta di segale e farro, in seguito furono utilizzati invece, frumento e miele. Anche i romani, che prediligevano il vino, non disdegnavano quella che loro chiamavano la “barbara” ossia la birra. Con la caduta dell'Impero Romano e l’inizio delle invasione barbariche, la birra si diffuse sempre più.
La storia vuole che, nel 1494, al matrimonio di Massimiliano I d’Asburgo e Bianca Maria Visconti, per festeggiare le nozze, venne offerto a tutti i milanesi un boccale della schiumosa bevanda.
In Italia, però, la birra veniva solo importata. Fu nel 1700 che iniziò ad essere prodotta, soprattutto al Nord, grazie anche alla vicinanza e alla dominazione austriaca. Se le prime birre erano molto forti e ad alta fermentazione, con l’aiuto degli austriaci e dei tedeschi, l’arte della birra migliorò, e man mano divenne anche l'Italia sempre più indipendente dagli stranieri. La prima fabbrica della birra in Italia è stata la “Le Malterie Italiane” di Avezzano

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Birra artigianale verso birra industriale

Negli ultimi anni la birra artigianale sta veramente spopolando e prendendo piede sul territorio nazionale.

Ma quali sono le principali differenze tra birra industriale ed una birra artigianale?

La prima, per poterne garantire una conservazione più lunga, nonché una standardizzazione del sapore, subisce un processo di pastorizzazione. Un consumatore deve poter difatti bere la stessa birra in diverse parti del mondo, senza che il gusto venga modificato. Lo stesso tipo di birra industriale deve anche avere anche un colore e un aspetto omogeneo e costante.

Quella artigianale, al contrario, è preparata senza l’aggiunta di conservanti, e viene in quantità sempre limitate da piccoli produttori. Essa, inoltre, non è pastorizzata, né filtrata e i suoi aromi e profumi sono particolarissimi. Si tenga inoltre conto, che a diffrerenza della birra industriale, quella artigianale, non è mai uguale ad un’altra, oltre a cambiare anche nel tempo.

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Birra artigianale fatta in casa

Per chi abbia voglia di cimentarsi nella realizzazione della birra artigianale, cinque sono i fondamentali passaggi che dovrà seguire.

  • Preparazione del mosto. Questa prima fase consiste nella bollitura di malto, luppolo e acqua, che va a sterilizzare gli ingredienti e che porta al rilascio da parte del luppolo del suo tipico sapore amarognolo. In questa fase bisogna seguire particolari procedure, sia per ciò che concerne la scelta degli ingredienti, sia per quanto riguarda le tempistiche e gli step di temperatura. Se invece si dispone di kit già pronti a base di estratti di malto luppolato, invece, andrà semplicemente fatto bollire il tutto.
  • Raffreddamento e aggiunta dei lieviti. Il mosto viene qui fatto raffreddare e travasato all’interno di un apposito contenitore, il fermentatore, dove vi verrà aggiunta anche l'acqua e lo zucchero (o anche malto, miele, melassa…), seguendo le quantità indicate dalla ricetta. Quando il liquido ha raggiunto la giusta temperatura, si dovranno aggiungere i lieviti selezionati, e alla fine il contenitore dovrà essere chiuso ermeticamente.
  • Fermentazione. Inizia poi il processo di fermentazione. Per una sterilizzazione sicura, sarà opportuno l'utilizzo di un fermentatore dotato di un gorgogliatore, che permetta la fuoriuscita dell’anidride carbonica prodotta durante la fermentazione, e che, al tempo stesso tempo, vada a bloccare il passaggio inverso dell’aria. I tempi di fermentazione si aggirano intorno a qualche settimana.
  • Priming e imbottigliamento. Terminata la fase fermentativa, andranno separati i liquidi dai lieviti depositatisi sul fondo del fermentatore, travasando la birra in un secondo contenitore. Andranno poi aggiunte specifiche quantità di zucchero che daranno frizzantezza alla birra, “priming”. Dopo aver mescolato con cura, bisognerà infine travasare la birra in bottiglie sterilizzate che andranno chiuse ermeticamente.
  • Maturazione. Una volta imbottigliata, la birra dovrà maturare per alcune settimane affinché i lieviti possano fermentare lo zucchero aggiunto durante il priming, portando quindi alla formazione di anidride carbonica; inoltre, le particelle in sospensione nel liquido come ad esempio le proteine e i residui di lievito si depositeranno sul fondo della bottiglia, rendendo migliori sapore e limpidezza della birra.

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