30 Maggio Mag 2018 0758 30 maggio 2018

Chi è Malala

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Ci sono paesi dove andare a scuola è un sogno. E' stato difatti stimato che, all'incirca 30 milioni di bambini nel mondo, non hanno diritto ad un'struzione primaria; il 95% di essi appartiene per lo più ai paesi di reddito medio-basso (come Africa Subsahariana, Medio Oriente, Asia orientale) e più della metà sono donne. Ecco ciò per cui si è battuta, e si batte, senza remore, l'oggi ventenne attivista pakistana Malala Yousafzai per la quale:

"L'istruzione non è ne orientale, ne occidentale, l'istruzione è istruzione ed è il diritto di ogni essere umano".

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La vita della giovane Malala Yousafzai

Simbolo di infedeltà e di oscenità per i talebani, vera eroina per chi crede nel diritto all'istruzione, Malala, nasce nel 1997 nella Valle di Swat, precisamente nella città Mingora (Pakistan), da una famiglia di etnia pashtun.

Lo stesso nome, Malala, la dice lunga; scelto dal padre, si rifà a Malai, giovane figlia di un contadino di Maiwand, che, durante l'occupazione inglese della sua terra, si rese attiva sul campo per soccorrere prontamente i feriti e in particolar modo ricordata per aver preso il posto del portabandiere ucciso ed essersi messa alla testa delle truppe afgane, alzando in alto il suo velo bianco.

La giovane attivista pakistana ha da sempre lottato affinché a tutte le donne, e non solo, potesse essere riconosciuto il diritto allo studio, lei stessa sin da piccola, appoggiata dai suoi genitori, ha studiato nella scuola fondata dal suo padre, contro il volere dei talebani che dal 2007 avevano esteso il loro potere militare sul distretto di Swat e che si opponevano a qualsiasi diritto una donna rivendicasse; la stessa Malala, a soli undici anni, si rese nota per aver curato, per conto della BBC, un blog che lo documentava. I talebani non tardano a rispondere con minacce di morte, che nel 2012 si concretizzano durante il ritorno a casa da scuola della giovane, quando, il suo autobus fu fermato e dove fu sparata e colpita in viso (ne rimasero ferite altre due ragazzine). Malala ne esce in condizioni critiche, per la piccola, difatti si rese necessaria anche l'asportazione di parte del suo cranio e il trasferimento, durante il coma, in Inghilterra a Birmingham per ricevere ulteriori cure offertele gratuitamente. Subì qui numerosi interventi chirurgici, superati egregiamente, tanto che nel marzo 2013 potè riprendere a studiare in una delle scuole di Birmingham.

Oggi studentessa ad Oxford, sei anni dopo l'attentato, Malala torna con grande orgoglio, mediante una visita blindata, nella sua città natale.

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Malala si rende protagonista di numerosi riconoscimenti

Il suo coraggio e la sua determinazione è grande orgoglio per l'intero universo:

  • Nel luglio 2013 , in concomitanza del suo sedicesimo compleanno, Malala interviene alle Nazioni Unite, nel palazzo di vetro a New York, divulgando un appello a favore dell'istruzione gratuita per tutti i bambini del mondo. In tale occasione indossa memorbilmente lo scalle di Benazir Bhutto, prima donna a capo di un governo in un paese musulmano, uccisa durante un pre-comizio elettorale.
  • Suo è stato anche il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, assegnatole da Martin Schulz, allora presidente del Parlamento europeo, nel novembre del 2013 a Strasburgo.
  • Grande traguardo raggiunto poi il 10 ottobre del 2014, quando le fu conferito, assieme all'attivista indiano Kailash Satyarthi, il premio Nobel per la pace; con i suoi 17 anni di età, si è distinta tra l'altro per esser stata la più giovane vincitrice di sempre dell'ambito dei riconoscimenti internazionali.
  • Divenuta poi, insieme ad illustri personatità del mondo, testimonial del "The Global Goals", campagna atta a raggiungere, entro il 2030, ben 12 ambiziosi obiettivi globali, tra i quali l'eliminazione della povertà estrema e l'abbattimento della disuguaglianza.
  • In suo onore è stato inoltre istituito il Malala Day, una giornata durante la quale tutti i bambini del mondo sono invitati a far sentire le loro voci ricorrente il 12 luglio giorno del suo compleanno.

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Io sono Malala, un messaggio di coraggio senza remore

«A tutte le ragazze che hanno affrontato l’ingiustizia e sono state zittite. Insieme saremo ascoltate».

Storia di coraggio, di sfida estrema, ne è testimonianza il suo libro "Io sono Malala", uscito nel 2013, scritto in collaborazione con la giornalista internazionale Christina Lamb, attraverso il quale viene ripercorsa la sua infanzia e la difficile storia del suo paese, una realtà non troppo distante che non va ignorata. Far sentire la sua voce, questo il suo obiettivo principale, in nome di tutti quei bambini a cui è vietato andare a scuola, un invito a non avere paura, ad alzare la voce, perché, per Malala, tutti nel loro piccolo hanno la potenzialità di cambiare il mondo.

"Sedermi a scuola a leggere libri, è un mio diritto, vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio, io sono Malala, il mio mondo è cambiato, ma io no"

Malala Yousafzai

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