4 Giugno Giu 2018 0838 04 giugno 2018

Chi erano i gladiatori

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Nell’immaginario collettivo, la figura del gladiatore, corrisponde ad un eroe senza macchia e senza paura, pronto ad affrontare qualsiasi combattimento. Ma la fantasia, anche in base a quello che i film hanno mostrato (come il grande film di Ridley Scott, "Il Gladiatore"), porta più lontano di quello che era la realtà; questi uomini, dellAntica Roma, infatti, appartengono ad una storia, ben più tribolata, di quella trasmessa nei cinema.

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Le origini dei gladiatori romani

I gladiatori romani prendono il loro nome dal glaudius, la piccola spada romana che generalmente veniva utilizzata dai guerrieri nelle battaglie delle legioni. Essi, erano per la maggior parte prigionieri, schiavi o condannati a morte, ma in alcuni casi anche uomini liberi che combattevano o per saldare dei debiti o attratti semplicemente dalla gloria. Spesso provenivano da terre lontane come la Numidia, la Tracia o la Germania.

Chiunque decidesse di diventare gladiatore era tenuto ad un giuramento solenne, il 'sacramentum gladiatorum', con il quale, come si evince da un passo del Satyricon di Petronio, il futuro gladiatore dichiavava:

"Sopporterò di essere bruciato, di essere legato, di essere morso, di essere ucciso per questo giuramento".

Per il loro addestramento, furono create delle scuole specializzate gestite da un proprietario chiamato lanista, per la maggior parte dei casi si trattava di un ex gladiatore che aveva terminato la sua attività. Il lavoro del lanista era comunque considerato infimo e dunque poco stimato; egli, affittava i gladiatori all’organizzatore degli spettacoli, con lo scopo di trarne il dovuto profitto, che non veniva meno neppure in caso di morte del gladiatore durante un combattimento. Le testimonianze di una prima scuola di gladiatori risalgono all'incirca al 105 a.C., e fu quella di Caio Aurelio Scauro a Capua; gli adepti erano sottoposti ad un durissimo allenamento quotidiano e all’osservanza di una dottrina ferrea, per far si che, i gladiatori venissero introdotti gradualmente all’arte del duello, fino a diventare dei veri e propri combattenti.

La più grande e famosa scuola gladiatoria fu però il “Ludus Magnus”, a Roma, adiacente all’Anfiteatro Flavio.

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I munera gladiatoria

In occasione di festività religiose o di determinati eventi politici, i Romani erano soliti ad organizzare i cosiddetti ludi, grandi spettacoli pubblici che prevedevano gare sportive, rappresentazioni teatrali, musica, canto, danze, mimi, giocolieri, nonché appunto combattimenti tra gladiatori, i cosiddetti munera gladiatoria, che inizialmente, non erano altro che spettacoli di combattimenti eseguiti in memoria di un defunto, dunque per lo più a carattere privato; del primo spettacolo con gladiatori se ne ha tracca già intorno al 264 a.C.

I combattimenti opponevano sempre coppie di gladiatori appartenenti a categorie diverse, ad esempio i Reziari contro i Traci, i Secutores contro i Mirmilloni. Per rendere più avvincenti le scene degli scontri si prendeva spunto dagli episodi meno piacevoli della mitologia. Passati alla storia sono anche i loro elmi, tanti e diversi, che con la loro visiera a grata non permettevano una completa visuale; erano tutti molto pesanti, alcuni poi presentavano decorazioni con piume altre delle incisioni.

Le sfide, non terminavano quasi mai con la morte di uno dei due combattenti, ciò accadeva assai di rado, in quanto, il gladiatore aveva un costo molto alto per mantenimento e addestramento, e anche per la sua morte che doveva essere risarcita dalle stesse organizzazioni che lo avevano preso in 'affitto'. Inoltre nel caso di gladiatori affermati, il pubblico avrebbe certamente voluto rivederli guerreggiare. In caso si morte per i loro cadaveri era stata adibita una stanza del Colosseo dove avvenivano per'altro al maggior parte dei duelli.

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Gladiatrici: combattenti fiere e coraggione alla pari dei gladiatori

Se si pensa al gladiatore, si ha sempre l'immagine di un uomo muscoloso che combatte con ferocia e determinazione, il gladiatore è dunque principalmente una figura mascolina. Ma bisogna ricredersi, la storia racconta infatti, che i Gladiatori non sono tutti uomini, c'erano anche donne, le Gladiatrici, protagoniste di spettacoli nelle arene, proprio come i maschi.

Descritte come figure esotiche, esse erano per lo più donne libere che intraprendevano questa carriera volontariamente per soldi e fama. Le donne però non era permesso di combattere contro i gladiatori maschi, ma combattevano con altre donne, o per divertire il pubblico, contro i cosiddetti giullari o ancora contro degli animali, come il cinghiale, e solitamente in spettacoli particolarmente suntuosi.

Le Gladiatrici però non hanno combattuto a lungo nelle arene, un’editto del 200 d.C. emanato dall’Imperatore Severo, vietò difatti l’entrata nelle arene a qualsiasi guerriera di genere femminile. La decisione dell’Imperatore sembra esser scaturita dalla paura che, se le donne fossero diventate brave come gli uomini, avrebbero potuto partecipare alle Olimpiadi, cosa improponibile per quegl'anni.

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