8 Giugno Giu 2018 1729 08 giugno 2018

Chi era Maometto

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Una delle realtà con la quale l'Occidente cristiano si confronta sempre di più, l'islam, è da annoverare, insieme al cristianesimo e all'ebraismo, tra le religioni monoteiste più diffuse.
La figura chiave della sua nascita e della sua diffusione è Maometto (Mohammad, il Lodevole), profeta e creatore della religione islamica.

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La nascita di Maometto tra leggenda e realtà

Nato a La Mecca tra il 569/571, la sua famiglia era custode della sorgente Zemzem (fatta nascere da Allah per dissetare Agar e suo figlio Ismaele), il compito del nonno era inoltre quello distribuire l'acqua ai pellegrini. Rimasto orfano di padre, prima ancora che venisse al mondo, e di madre all'età di sette anni, fu allevato dallo zio per poi sposare una ricca vedova, Kadhisha, prima moglie di una lunga serie.

La tradizione vuole che il suo stesso concepimento, nonché la sua stessa nascita, fossero accompagnati da eventi straordinari, come, a voler anticipare, l'importanza del suo futuro ruolo e della sua futura profezia. Si narra ad esempio di un'immensa luce che alla sua nascita avrebbe brillato da Oriente ad Occidente, nonché di uno stendardo, apparso alla madre quello stesso giorno, fatto della seta del paradiso, che colmava tutto lo spazio tra cielo e terra. Ciò accompagnato da altre apparizioni: ella sembra infatti aver visto anche dei palazzi di Damasco fulgenti come fiamme, nonché una moltitudini di uccelli svolazzarle intorno. Il piccolo Maometto inoltre non si sporcava mai e non emanava mai cattivo odore, al contrario era portatore di una piacevole fragranza della canfora e del muschio che lo contraddistinse sin dalla nascita.

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Maometto profeta di Allah

Fu tra i suoi trenta e i quarant’anni che, Maometto, spinto da una profonda crisi interiore, iniziò a dedicarsi a lunghi ritiri di meditazione sul colle Hira. Qui, a poco più di quarant'anni, nel 610, ebbe, in una grotta, l'apparizione dell'arcangelo Gabriele che gli annunciava la volontà di Allah di averlo come suo profeta. Così nel 613 ebbe inizio la sua peregrinazione: il suo messaggio ruotava intorno al fatto che Allah dovesse essere riconosciuto come unico e vero Dio e di conseguenza bisognava fare atto di sottomissione alla sua autorità, introducendo, tra le altre cose, il giudizio finale.

Attaccò presto i culti idolatrici temendo che la nuova religione potesse essere associata al politeismo e, nel 622, lasciò di nascosto La Mecca per raggiungere la città materna alla quale cambiò il nome da Yathrib a Medina ossia 'città del Profeta'; la fuga, detta Egira, fu considerata dai seguaci l'inzio di una nuova era, che viene fatta iniziare il 16 luglio 622, primo mese dell'anno arabo.

Nel 624, la decisione di sostituire Lamecca a Gerusalemme come meta di orientamento per la preghiera, proclamando ufficialmente che la vera fede era quella che Dio aveva rivelato attraverso di lui. Maometto muore nel 632 a Medina, al ritorno da un pellegrinaggio a La Mecca, conosciuto come il 'pellegrinaggio dell'addio'.

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Il Corano e i pilastri della fede islamica

Una ventina di anni dopo la sua morte il pensiero fu fissato nel Corano, libro sacro dell'islam, per volontà di un califfo, Uthman b. Affam, e ad opera di colui che era stato segretario del profeta. La lingua utilizzata fu quella usata dai poeti arabi.

In esso sono riportati gli obblighi fondamentali per un credente musulmano, i cosiddetti 5 pilastri:

  1. Doppia professione di fede: 'Non esiste altro Dio al di fuori di Allah e Maometto ne è l'inviato'. La profezia di Maometto è la più perfetta e non ne saranno inviate altre, per questo motivo, il credente che abbandona l'Islam, si macchierà di una colpa punibile con la morte.
  2. La preghiera, un mezzo per chiedere benedizione e perdono a Dio. Da recitare, sempre con lo sguardo rivolto verso La Mecca, in due modalità diverse:- in forma individuale, 5 volte al giorno in un edificio consacrato al culto o in un qualsiasi spazio purchè sia isolato dal suolo da un tappeto; -in forma comunitaria, ogni venerdì nella moschea. Sarà l'Iman a moderare la preghiera, che non è però un sacerdote, ma semplicemente un conoscitore di testi sacri.
  3. Il Ramadan, mese del sacrificio, nel quale è proibito bere mangiare, fumare e avere rapporti sessuali dall'alba al tramonto (quest'ultimi anche di notte se non si è sposati). Istituito in memoria del giorno della rivelazione, avuta da Maometto tra il 26 e il 27 Ramadan (notte venerata dai musulmani come notte del destino), il Ramadan, si conclude con una grande festa, l'Eid ad fitr, letteralmente 'festa della rottura del digiuno'.
  4. Il Pellegrinaggio a La Mecca: un atto di purificazione, che andrebbe fatto almeno una volta nella vita, se il fedele ne ha la possibilità.
  5. L'elemosina, intesa non come atto di volontariato, ma, per chi ne abbia la possibilità, è l'equivalente di un decimo del reddito percepito.
  6. Un sesto pilastro può essere considerata la guerra santa, non intesa solo come lotta contro gli infedeli, ma soprattutto una battaglia contro se stessi per combattere le proprie inclinazioni negative.

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