13 Giugno Giu 2018 1243 13 giugno 2018

Cos'è la Divina Provvidenza nei Promessi Sposi

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Primo romanzo della letteratura italiana, edito per la prima volta nel 1827, i Promessi Sposi, non sono da considerarsi un mero romanzo storico, né tanto meno un romanzo di avventura volto all’intrattenimento dei lettori, bensì uno strumento atto a rappresentare la concezione che l’autore ha del vivere quotidiano, in particolar modo dopo la sua conversione.

La conversione del Manzoni

Evento fondamentale della vita del Manzoni fu proprio la sua conversione al cristianesimo, che lo indusse, in modo particolare, a vedere i valori spirituali, non più come meri principi astratti, ma con tanto di base reale. Sul piano ideologico il cambiamento fondamentale consistette invece nell'accettazione di una visione finalistica della vita che andò a sostituire una visione meramente meccanicistica secondo la quale, tutti i fenomeni, nonché tutti gli avvenimenti, possono essere spiegati solo tramite le leggi meccaniche del movimento. L'uomo, la cui natura è corrotta dal peccato, ha una grande responsabilità, ossia quella di scegliere tra bene e male.

La sua conversione lo porta inoltre ad affidarsi ad una narrazione del vero, ossia ad una descrizione delle cose così come accadono, con netto rifiuto della visione eroica e aristocratica, che celebra solo i potenti e i vincitori. Sono d'ora in poi gli umili, i poveri e i vinti, i veri protagonisti.

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I promessi Sposi: la prospettiva religiosa

Tra le opere del Manzoni appartenenti al periodo post-conversione, vi sono proprio i Promessi Sposi. Qui il tema centrale può essere individuato nella prospettiva religiosa: il tutto ruota intorno alla giustizia vissuta non come questione sociale, ma come individuale ricerca del bene di fronte ai condizionamenti negativi della società.

Ed è qui che si propone l’enigma della Divina Provvidenza con la quale l’autore affronta, ma non spiega, il mistero del dolore: è la Grazia che nel mondo aiuta a superarlo. La provvidenza è dunque, in un certo qual modo, la conferma dell'aiuto divino, che spinge ad avere coraggio sempre e comunque.

I personaggi del romanzo sui quali la Divina Provvidenza agisce maggiormente:

  • Renzo, il quale, dopo aver assistito alla vicenda rivoltosa di Milano, è condotto verso le rive del fiume Adda, proprio dall'intervento provvidenziale. Il confine geografico tra il ducato di Milano e quello di Venezia, nella vicenda del personaggio, è metaforicamente confine tra ingiustizia e giustizia.
  • Lucia, alla quale si presenta la provvidenza nel momento in cui deve lasciare a malincuore il suo paese. Non si da per vinta ma si affiderà completamente nelle mani di Dio.
  • L’Innominato, la cui conversione è da considerarsi l'evento provvidenziale per eccellenza. Lucia, una volta rapita per ordine dell'Innominato, viene portata al suo castello, dove, con i suoi modi angelici, scatenerà un forte turbamento nel suo animo crudele, confusione che ad un certo punto lo porterà a convertirsi e a passare dalla parte dei più deboli.

Anche se nel romanzo lo sviluppo degli eventi è per lo più tragico e drammatico, il filo conduttore dell’opera sembra lasciar intuire ai lettori che tutto alla fine si concluderà bene. Il filo conduttore può essere rintracciato proprio nella Divina Provvidenza, che non si spezza mai, perché lassù c’è sempre qualcuno che la rafforza. Ma non basta fare il bene, perchè il male è presente nella natura stessa della storia e dell’uomo, e ciò comporta dolore. La fede sarà però mezzo per far divenire il dolore qualcosa di buono, un impegno contro le insidie e l’egoismo degli uomini e della natura.

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