22 Giugno Giu 2018 0513 22 giugno 2018

Perché i bersaglieri corrono

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Piume, trombe e corsa: questi i tre elementi che caratterizzano da sempre la storia e l'attività militare dei Bersaglieri, un corpo dell'esercito italiano facente parte dell'Arma di fanteria.

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Nascita del corpo dei Bersaglieri

Fu nel lontano 8 giugno 1836, che, l'allora capitano del Reggimento Guardie del Regno di Sardegna, Alessandro Ferrero de La Marmora, presentò la sua idea di formazione di un nuovo ramo della fanteria d'assalto che si sarebbe dovuto basare su precise caratteristiche: individualità, scioltezza, abilità di tiro al bersaglio e perfetta mobilità sul campo di battaglia.

La sua proposta, accettata dal Re Carlo Alberto, diede vita al Corpo dei Bersaglieri. Fu poi compilato dallo stesso La Marmora un decalogo inerente all'istruzione di ciascun bersagliere, i quali erano tenuti:

  • all'obbedienza
  • al rispetto
  • alla perfetta conoscenza della propria carabina
  • ad una continua esercitazione al tiro
  • alla ginnastica di ogni genere
  • al cameratismo
  • al sentimento della famiglia
  • all'amore al Re
  • all'amore per la patria
  • alla fiducia in se fino alla presunzione

Il nuovo corpo di fanteria, che, poco dopo la formazione furono armati di una speciale carabina più leggera e dal tiro più scattante rispetto a quella in uso, ebbe modo di dimostrare la propria attitudine al combattimento in diverse battaglie:

  • al Goito, durante la Prima Guerra d'Indipendenza nel 1848;
  • durante la spedizione in Crimea del 1854 in cui perse la vita lo stesso La Marmora;
  • nel 1870, quando i bersaglieri conquistarono Roma mettendo fine al potere temporale del papato;
  • nel corso delle guerre mondiali (e non del Regno d'Italia);
  • nelle ultime missioni di pace.

Emblema per eccellenza del Corpo dei bersaglieri, è il cappello piumato, un simbolo considerato secondo solo al Tricolore, in quanto testimone di una tradizione senza macchia. Fu il Tenente Col. Negrotti, comandante del 23º Battaglione Bersaglieri, caduto sul Mrzli nel 1915, a comprovare tale valore. Egli, colpito a morte, poggiò il suo cappello sulla punta della sciabola e alzandolo ben in alto e tirandolo oltre il reticolato nemico gridò: "Bersaglieri, quella è la vostra Bandiera! Andate a prenderla!".

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La corsa dei bersaglieri

Il 18 Giungo del 1836 il Capitano La Marmora, a Moncalieri, mostrò al Re d’Italia la prima compagnia di Bersaglieri. Al termine di tale cerimonia, mentre il Corteo Reale si avviava verso il Palazzo Reale di Torino, i Bersaglieri invece, percorrendo di corsa un tragitto alternativo, lo anticiparono arrivando per primi e facendosi trovare schierati all'arrivo del Re.

A quel punto il Re, si rivolse a La Marmora dicendo: ”Voi mi avete detto una bugia, le compagnie Bersaglieri sono due”.
A tale affermazione la Marmora replicò: “ Maestà è sempre la stessa Compagnia che di corsa Vi ha anticipato”.

Fu così che la corsa divenne una delle peculiarità dei Bersaglieri, un corpo che sin dalla nascita era finalizzato ad avere movimenti rapidi e netti, che li andarono a differenziare dagli altri corpi dell’esercito che al contrario si fronteggiavano compatti.

Insomma la corsa è ciò che fa di un Bersagliere, il Bersagliere.

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