25 Giugno Giu 2018 1521 25 giugno 2018

Macchina Michela come funziona

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Quando si parla di macchina Michela, si fa riferimento a una tastiera per stenotipia che è stata brevettata nel 1878 da Antonio Michela Zucco. Questo strumento viene utilizzata nel Senato italiano (leggi anche come funzionano Camera e Senato) per fare il resoconto stenografico, ovvero il verbale parola per parola. Ma andiamo a scoprire macchina Michela come funziona.

Macchina Michele: cos’è?

I tasti della Michela sono divisi in due semitastiere (una per ogni mano). In ogni semitastiera ci sono 5 tasti bianchi mentre 4 sono neri. Si tratta di tasti molto simili a quelli del pianoforte (leggi anche dove trovare spartiti gratis per pianoforte). Un sistema molto veloce che si fonda sulla scomposizione in sillabe e su tante abbreviazioni. Basti pensare che la macchina Michela è in grado di riprendere ben 180 al minuto ed è quindi velocissima. Adesso Michele è computerizzata: c’è infatti un software che decodifica discorsi e fa in modo che i discorsi stenografati compaiano sullo schermo del PC.

Riconoscimenti e il salone Michela a Torino

Macchina Michela ha permesso ai parlamentari del Senato di ricevere riconoscimenti e successi importanti all’interno delle gare di stenografia nazionali e internazionali. Uno dei tanti quello più recente, nel 2015, quando una stenografa del Senato ha superato il record di 471 sillabe. Alcuni esemplari di macchina Michele oggi sono esposti nella mostra di Parigi Les grandes heures du Parlament. Ma non solo. Anche a Torino, presso il Museo Civico Nossi Rais, è stato inaugurato nel 2016 il salone Michela dedicato proprio al suo inventore.

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