5 Luglio Lug 2018 1021 05 luglio 2018

Roberto Saviano dove vive

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Brillante scrittore, docente universitario e maestro di riflessioni: questo è Roberto Saviano, coraggioso napoletano conosciuto in tutto il mondo per aver denunciato il Sistema Camorra già nel suo primo libro, Gomorra, tradotto in 52 lingue e con oltre 10 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

La vita di Roberto Saviano, dopo il successo ottenuto dalla pubblicazione dei suoi libri contro la mafia, è stata compromessa fortemente dalle minacce ricevute dalle famiglie affiliate, prima in Italia e poi con la pubblicazione di "ZeroZeroZero" dalle famiglie di Narcos messicani. Tutte le intimidazioni ricevute hanno scatenato un forte rumore mediatico che hanno portato illustri uomini di spicco e gli stessi cittadini italiani a chiedere al Governo Amato (2001-2006) di avviare un programma di protezione per lo stesso scrittore che ora è tenuto sotto scorta da più di 11 anni.

Dove vive Roberto Saviano

Nato il 22 settembre 1979, Saviano vive sotto scorta dal 2006. La sua vita privata è avvolta nel mistero e non si ha certezza di dove dimori, di quale sia la sua famiglia e se davvero abbia una fidanzata che dai rumors, sembra essere una figura politica.
Le uniche cose che si sanno sul suo conto è che sicuramente non può passeggiare tra le folle come un uomo normale e non può condurre una vita serena e in libertà.

E’ stato bandito da Napoli e dai suoi abitanti, che negando il comando della Camorra sulla città, lo hanno colpevolizzato per aver dato al mondo un'impressione errata della città, sminuendola e dipingendola come un grande covo della criminalità.
Si è allontanato così dall’Italia per le pressioni dei clan che iniziavano a farsi sentire, soprattutto dopo un suo discorso a Casal di Principe del 2008, dove nominò i boss della zona: Schiavone, Bidognetti, Iovine che gli costò l'inizio delle minacce.

Saviano, da oltre 10 anni continua la sua lotta coraggiosa contro le mafie, scrivendo, raccontando e denunciando il marcio del Sistema, tra interventi tv, post sui social e programmi come "Kings of Crime" dove una platea di ragazzi segue gli interventi dello scrittore seguendo da vicino l'operato dei mafiosi più attivi del territorio.

Leggi anche "Come vedere Gomorra"

La bufala dell’attico a New York

Da poco è fomentato lo scandalo che lo scrittore potrebbe vivere in un attico a New York, ma la notizia è stata smentita subito per via della quantità di diffamazioni dette sul suo conto che nascono solo per l'unico obbiettivo di screditamento della sua figura.
Altro scandalo venuto fuori da poco con il Governo in carica, la questione scorta, che secondo il Ministro degli Interni risulterebbe inutile data la residenza dello scrittore all'estero.
In tutta risposta, lo stesso Saviano accusa Salvini di fomentazione mediatica e si difende raccontando nei suoi ultimi video la sua vita da scortato, dicendo che avrebbe più paura a continuare vivere senza libertà, piuttosto che a morire senza questa.

Leggi anche "Perchè Salvini non può togliere la scorta a Saviano"

Alcune riflessioni

È stato attaccato Saviano, è stato minacciato fortemente dai clan dei Casalesi e da mafie di tutto il mondo per aver dato un’idea chiara di dove la mafia riesce ad arrivare ogni giorno, disegnandola e facendo capire come questa organizzazione non sia una cosa fatiscente.

Ha fatto nomi e cognomi Saviano ed è riuscito a descrivere così bene i movimenti mafiosi da fare scalpore e tirarsi dietro tantissimi nemici che non arrivano solo dalle famiglie mafiose, ma anche dalla gente comune che lo accusa di aver scoperchiato un vaso di Pandora per avere solo guadagno e popolarità.

Purtroppo, gli animi nobili sono odiati e mal capiti.
Basti pensare che un tempo vi erano due magistrati che tentarono, a discapito poi della loro vita, di bloccare il futuro delle mafie andandogli fortemente contro, volendo creare pene più aspre per i condannati mafiosi e svolgendo continue accertamenti dove si spinsero oltre, trovando sottili connessioni tra Stato e mafia.
Falcone e Borsellino, di questi si parla, morirono per via di tutti quegli uomini che si coprirono gli occhi e che vollero continuare ad avere una sola ed unica opinione per proteggere solo i loro interessi. Queste genti e gli uomini di Stato abbandonarono i due magistrati che affrontarono soli la dura lotta contro il Sistema che li portò inevitabilmente alla morte.
L'esperienza insegna che i coraggiosi vanno preservati, a discapito dell'omertà e delle falsità che continuamente viene buttata addosso a tutti quegli uomini che trovano il coraggio di combattere il marcio del Sistema.

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