20 Luglio Lug 2018 2029 20 luglio 2018

Notte dei cristalli, cos'è

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Con l'ascesa al potere di Hitler prese il via la propaganga antisemita che, attraverso l'utilizzo di stereotipi e immagini già esistenti, dipingeva gli Ebrei come un "corpo estraneo" che viveva a spese della nazione che li ospitava, avvelenando la sua cultura.

Le dimostrazioni pubbliche di antisemitismo assunsero diverse forme, da quelle contenute nei cartelloni pubblicitari a quelle pubblicate dai giornali, o emesse attraverso film e programmi-radio.

Gli Ebrei non furono però gli unici ad essere esclusi dalla nuova "comunità popolare", anche i Rom (Zingari), gli omosessuali, i testimoni di Geova e tutti quei Tedeschi considerati geneticamente inferiori o pericolosi per la "salute nazionale" (come persone affette da malattie psichiche o da handicap fisici o mentali) vennero considerati "antinazionali"

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Dalle leggi di Norimberga alla notte dei cristalli

La suddetta discriminazione fu ufficialmente sancita il 15 settembre 1935 dalle cosiddette "leggi di Norimberga" che presero il nome dalla città dove furono emanate e che tolsero agli ebrei, e non solo, la parità dei diritti conquistata nel 1848,
Le leggi di Norimberga, rappresentanti una fondamentale tappa nel processo che condusse all’Olocausto, erano due:

  • la legge sulla cittadinanza del Reich, che negava agli ebrei la cittadinanza germanica. Ciò comportò la perdita di tutti i diritti garantiti ai cittadini come, ad esempio, il diritto di voto.
  • la legge per la protezione del sangue tedesco, che vietava i matrimoni tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini e le relazioni extraconiugali tra ebrei e cittadini di sangue tedesco o affini.

La discriminazione antisemita subì un'ulteriore accelerazione a partire dal novembre 1938, quando, traendo pretesto dall'uccisione di un diplomatico tedesco a Parigi per mano di un ebreo, i nazisti organizzarono un grande "pogrom" in tutta la Germania: quella tra il 9 e il 10 novembre 1938 è passata alla storia come "notte dei cristalli" per via delle numerose vetrine di negozi appartenenti agli ebrei che furono infrante dalla furia dei dimostranti.

In ventiquattro ore, il bilancio di vittime e distruzioni fu sconvolgente: sinagoghe distrutte, abitazioni devastate, decine ebrei feriti e migliaia uccisi. Da allora in poi la vita degli ebrei rimasti in Germania divenne pressoché impossibile, furono infatti taglieggiati nei loro beni, privati del loro lavoro, accusati di cospirare contro il Reich e dunque minacciati di nuove violenze e misure di repressione.

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Hitler e la soluzione finale

Quanto detto, portò al concepimento da parte di Hilter, a guerra mondiale già iniziata, del mostruoso progetto di una "soluzione finale" (in tedesco "Endlösung der Judenfrage"), consistente nella deportazione in massa e nel progressivo sterminio del popolo ebraico a scopo di “purificazione razziale”, in conseguenza al mito, elaborato già agli albori del nazismo, della purezza della razza ariana, minacciata dagli ebrei e in secondo degli zingari, degli omosessuali e degli handicappati.

Fu così progettato un articolato sistema, basato sul lager, in cui dapprima i deportati erano sfruttati come forza lavoro e, una volta giunti allo stremo, eliminati nelle camere a gas. Si ricorda inoltre che l'organizzazione di tale sterminio fu affidata alle SS, e i lager vennero principalmente installati in Polonia e in Germania; basti pensare a quelli di Auschwitz, Dachau e Buchenwald.

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