3 Agosto Ago 2018 0544 03 agosto 2018

Bomba atomica, cosa fare

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A poco più di 70 anni dai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, un attacco nucleare risulta ancora essere una minaccia reale.

La politica globale difatti è tutt'altro che stabile e finché esisteranno le armi nucleari, si dovrà sempre temerne un loro utilizzo.

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Come nasce la bomba atomica

Definita tecnicamente bomba a fissione nucleare incontrollata, la bomba atomica, è per definizione un ordigno esplosivo, un’arma di distruzione di massa la cui energia viene generata appunto dalla reazione a catena incontrollata di fissione nucleare.

La sua invenzione non è riconducibile ad un'unica personalità, ma ad una serie di scienziati (si ricordano: Szilard, Oppenheimer, Von Neumann e l’italiano Enrico Fermi), appartenenti ad un team esclusivo che aveva come obiettivo quello di creare una bomba atomica da utilizzare come arma nella Seconda Guerra Mondiale (Progetto Manhattan).

Iniziando a studiare il principio della fissione nucleare, basandosi sulla teoria della relatività di Albert Einstein, grazie anche alla collaborazione tra fisici americani e stranieri, si raggiunsero risultati sorprendenti nel campo dell’energia nucleare, che portarono alla nascita della prima bomba al plutonio (The Gadget), sganciata, come test di prova, il 16 luglio 1945 in New Mexico, nel poligono di Alamogordo.

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Cosa fare in caso di un attacco nucleare

Il lancio di una bomba atomica difficilmente potrà essere "un fulmine a ciel sereno". Un attacco di tale portata verrebbe quasi certamente preceduto da un deterioramento della situazione politica e delle relazioni internazionali.

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Molti Paesi posseggono peraltro una scala di allarme, finalizzata ad indicare la prossimità di un attacco. Negli Stati Uniti e nel Canada, ad esempio, potrebbe essere utile conoscere il livello del DEFCON (DEFense CONdition, condizione di difesa).

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Un attacco nucleare imminente potrebbe essere annunciato da un segnale d'allarme, come il suono di una sirena, o in caso non ce ne sia stato il tempo, il boato dell'esplosione ne sarà l'avviso. La luce dell'ordigno nucleare può essere invece avvistata da una decina di kilometri dal punto di scoppio; si ricordi di non guardare mai direttamente il fuoco di essa, in quanto, una giornata limpida potrebbe causare cecità temporanea anche a distanze molto elevate.

Nel momento in cui si sarà consapevoli di ciò che sta succedendo, prima cosa da fare sarà quella di difendersi dal cosiddetto fallout nucleare, la ricaduta radioattiva del materiale tossico che inizia entro pochi minuti dall'esplosione (il materiale più fine sarà invece trasportato dal vento e inizierà a ricadere circa due ore dopo, durante quello che viene definito fallout secondario, che può estendersi per decine di chilometri per le successive ore coinvolgendo anche i villaggi vicini in base all'andamento dei venti). Le prime ore, le più pericolose, devono infatti essere trascorse in un nascondiglio, il più possibile protetto.

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L'ideale sarebbe un rifugio antiatomico, ma in assenza di esso, uno scantinato fatto con mattoni spessi o cemento e privo di finestre sarà abbastanza sicuro. In assenza di tale tipo di rifugio, non farsi prendere dal panico, ma nascondersi comunque dove si riesce (anche in una cantina improvvisata) almeno per la prima fase, la più critica. Trascorse un paio d'ore, spostarsi però repentinamente verso un posto più schermato, dove passare la fase secondaria che dura almeno un paio di giorni, durante i quali non sarà sicuro avventurarsi all'esterno per andare a caccia di cibo o di altro.

Essere in grado di mantenersi informati, oltre che a poter segnalare la tua posizione, può essere invece di fondamentale importanza.

Nel caso in cui l'attacco non fosse una cosa improvvisa, sarà invece opportuno prendere le giuste precauzioni. Potrebbe essere utile ad esempio munirsi, oltre che di provviste di cibo e di acqua, anche di altri oggetti utili, come:

  • una radio,
  • un fischietto da poter usare per segnalare la propria presenza e come segnale s.o.s.,
  • un cellulare (la rete potrebbe non funzionare, ma in caso fosse attiva meglio essere pronti),
  • un kit di primo soccorso,
  • un kit di emegenza con torce e batterie, mascherine per la polvere, fogli plastificati e nastro isolante, sacchi della spazzatura, lacci di plastica e fazzoletti inumiditi per l'igiene personale.

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