3 Agosto Ago 2018 0626 03 agosto 2018

Quanti morti a Nagasaki

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9 agosto 1945, gli americani sganciano la Fat Man sulla città giapponese, Nagasaki. Ciò a soli tre giorni dall'altro grande bombardamento effettuato a danno di Hiroshima.

Il lancio di queste bombe atomiche, rappresentarono una svolta epocale non soltanto per ciò che concerne la tecnica militare, ma anche storica: un’arma talmente pericolosa da seminare migliaia di vittime.

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Nagasaki: la fatalità del male

La mattina del 9 agosto 1945 l'equipaggio del Boeing B-29 Superfortress, il bombardiere incaricato per la missione, si alzò in volo con a bordo la bomba atomica soprannominata "Fat Man".

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Obiettivo iniziale della missione era Kokura, tra i più importanti arsenali navali del Giappone, ma le cattive condizioni metereologiche costrinsero a cambiare il bersaglio, così, dopo tre passaggi sopra la città, e ormai a corto del carburante necessario per il viaggio di ritorno, l'aereo fu costretto a dirigersi su Nagasaki, secondo bersaglio.

Anche qui però, le nubi nascosero l'obiettivo, e dato che era oramai impensabile tornare indietro, il comandante decise di accendere il radar e individuare la città anche attraverso le nubi. Così la bomba al plutonio venne sganciata sulla zona industriale della città, a quasi 4 km a nord-ovest da dove previsto. Imprevisto che salvò gran parte della città, protetta dalle colline circostanti, dato che la bomba cadde nella Valle di Urakami.

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Il lancio della bomba su Nagasaki, come del resto quello su Hiroshima, è da sempre stato giustificato dagli americani come metodo di salvataggio di centinaia di migliaia di vite, sia dall'una che dall'altra parte, in quanto avrebbe portato alla resa dei soldati giapponesi, ancora molto determinati. Ma, sembra per tutti esser stato più una dimostrazione di forza degli Stati Uniti, rivolta all'Unione Sovietica, alla vigilia della fine del conflitto.

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Una terza causa della bomba di Nagasaki, quella che risulta più valida, è che gli scienziati e i militari avevano un’occasione imperdibile per constatare sul campo gli effetti delle loro scoperte. Una scoperta che cambiò la storia e a riguardo della quale, lo stesso direttore del progetto dello sviluppo atomico, Robert Oppenheimer, disse: "Se il raggio di mille soli bruciasse univoco nel cielo, quello sarebbe lo splendore del potentissimo”.

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Nagasaki: le vittime

Nonostante, come precedentemente detto, lo sgancio della bomba non fu preciso, il computo delle vittime a Nagasaki si rivelò drammaticamente alto: 60.000 le vittime immediate e oltre 55.000 i feriti. Molti altri morirono in seguito a causa delle ferite riportate durante l'esplosione, nonché per gli effetti di lungo periodo su quanti erano stati contaminati dalle radiazioni.

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Basti pensare che, nel 1959, nelle province di Hiroshima e Nagasaki, fu istituito il primo registro dei tumori, che ha fornito accurate informazioni diagnostiche per le morti attribuibili a tumori diffusi, come il cancro alla mammella, della tiroide e dei polmoni, e della leucemia. I dati hanno suggerito un aumento del rischio di tali malattie tra i superstiti della bomba. In particolare, gli ultimi dati di mortalità per la leucemia, risalenti al 2002, registrano nel gruppo analizzato 315 decessi imputabili all’esposizione alle radiazioni.

Si calcola inoltre che, migliaia di abitanti delle città in questione, continueranno ad avere necessità di cure, nei prossimi anni per le problematiche sopra elencate.

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