7 Agosto Ago 2018 1136 07 agosto 2018

Parafrasi 10 agosto

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Giovanni Pascoli ha scritto delle poesie molto belle. Tra le tante, una delle pi famose è sicuramente 10 agosto. Una poesia molto commovente e che contiene molti significati. Pubblicata il 9 agosto 1896 sulla rivista Marzocco, la poesia è stata inserita nella quarta edizione di Myricae. Ma andiamo a scoprire com’è la parafrasi 10 agosto.

L’invocazione a San Lorenzo

Nella prima strofa della poesia 10 agosto viene personificato il giorno di San Lorenzo, a cui viene rivolta una invocazione all’inizio della poesia.

La parafrasi in prosa della strofa è la seguente: ‘San Lorenzo, io so il motivo per cui così tante stele brillano e cadono nell’aria tranquilla, il motivo per cui nel cielo concavo risplende un pianto così grande’.

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Parafrasi in prosa delle strofe centrali

In quanto alle strofe centrali, invece, due sono dedicate alla rondine e due all’uomo. Ecco la loro parafrasi: ‘Una rondine stava ritornando al tetto, quando la uccisero e cadde tra le spine dei rovi. Nel becco aveva un insetto, che era la cena dei suoi rondinini. Ora è lì come in croce, che porge quel verme al cielo lontano e i suoi piccoli sono nell’ombra, che la aspettano e pigolano sempre più piano.

Anche un uomo stava tornando al suo nido, quando lo uccisero. Prima di morire disse: «Perdono». Negli occhi aperti restò un grido. Portava in dono due bambole. Ora là, nella casa solitaria, la sua famiglia lo aspetta inutilmente. Egli immobile e stupito mostra le bambole a Dio'.

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L’ultima strofa è riflessiva, ha un tono narrativo e narra di due eventi tragici: 'E tu, Cielo infinito e immortale, dall’alto dei mondi sereni, inondi di un pianto di stelle questo atomo opaco del Male’.

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