7 Agosto Ago 2018 0928 07 agosto 2018

Storia della strage di Sant'Anna

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È il 2016 quando viene pubblicato, da un gruppo di storici italiani, l’Atlante delle stragi naziste e fasciste. Si tratta di una sorta di database in cui sono riportati, censiti e catalogati i vari episodi di violenza risalenti ai venti mesi che vanno dall'8 settembre 1943, giorno dell’Armistizio, al 25 aprile 1945, giorno della Liberazione.

In tale lasso di tempo l'Italia, occupata dalle truppe tedesche, diviene campo di battaglia totale; interi reparti della Wermacht, divisioni di SS e militi della Repubblica sociale italiana, diedero il via accanendosi contro la popolazione civile, a: rastrellamenti, eccidi, stragi, incendi e saccheggi, fucilazioni, torture sui corpi dei prigionieri politici. La strage di Sant'Anna di Stazzema, quella delle Fosse Ardeatine, e quella di Marzabotto, ne sono solo alcuni esempi.

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Sant'Anna di Stazzema, il teatro di un eccidio insensato

Nell’estate del 1944 un piccolo paese in provincia di Lucca, Sant’Anna di Stazzema, divenne teatro di uno degli ultimi massacri voluto e realizzato dall’esercito tedesco, oramai era prossimo alla sconfitta. Sant’Anna di Stazzema era un villaggio di montagna, a quei tempi raggiungibile solo attraverso strade impervie, e abitato da pochissime persone; ma, all’inizio dell’agosto 1944, era stato qualificato dal comando tedesco come “zona bianca”, ossia località adatta ad accogliere gli sfollati e per questo la popolazione, in quell’estate, superava le mille persone.

Con la legge n. 381 dell’11 dicembre 2000, tutta la zona sconvolta dalla guerra è rientrata a far parte del Parco Nazionale della Pace, dove probabilmente il luogo più simbolico della geografia del massacro è la piazza della chiesa. Proprio qui, il 12 agosto 1944, perse la vita un gran numero dei 394 innocenti.

La strage di Sant'Anna: i fatti

La strage di Sant'Anna è da considerarsi "un fulmine a ciel sereno" data la funzione di ospitalità del piccolo e impervio paese.

All'alba del 12 agosto tre reparti di SS, accompagnati da fascisti collaborazionisti in funzione di guide della zona, salirono a Sant'Anna, mentre un quarto reparto si attesta più in basso, nel paese di Valdicastello, per chiudere qualsiasi via di fuga, e alle sette del mattino, il paese era completamente circondato.

Fu così che prese il via quello che fu un vero e proprio massacro, iniziato sulla piazza centrale del paese, dove un plotone di esecuzione uccise la maggior parte dei cittadini (mentre i pochi sopravvissuti vennero bruciati poi insieme ai corpi dei loro concittadini). L’orrore prese il sopravvento: i tedeschi, senza avere alcuna pietà per donne, bambini e anziani, uccisero tutti utilizzando fucili, mitragliatori e bombe a mano.

A mezzogiorno tutte le piccole case di Sant'Anna bruciavano, e solo il calar della notte si pose finalmente fine all'eccidio, quando il computo delle vittime si aggirava oramai intorno alle 560 persone, di cui 130 bambini.

Le indagini sul massacro di Sant'Anna di Stazzema ebbero poco dopo inizio grazie al supporto inglese e americano. Ma una verità giudiziaria definitiva tardò ad arrivare, una delle tante vergogne di cui si coprirà il sistema giudiziario italiano. Nel 1960, infatti, verrà disposta l'archiviazione di una serie di fascicoli riguardanti gli eccidi nazisti, fascicoli che verranno poi ritrovati nel 1994, durante il processo a Eric Priebke, in quello che verrà chiamato "l'armadio della vergogna".

Sarà solo nel 2005 che, il Tribunale Militare di La Spezia, condannerà all'ergastolo tutte e dieci le SS imputate per il massacro di Sant'Anna, sentenza confermata e ratificata in Cassazione nel 2007.

Nel 2012 però la procura di Stoccarda, ha al contrario archiviato l'inchiesta sulla strage di Sant’Anna per mancanza di documenti che provino la responsabilità delle persone accusate dell’eccidio. Secondo la procura tedesca non è possibile appurare con sicurezza che si sia trattato di un’azione di rappresaglia contro la popolazione civile, d'altronde le motivazioni di tale massacro sarebbero perlopiù da ricondurre alla lotta contro i partigiani e al rastrellamento di uomini da mandare ai lavori forzati.

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La strage di Sant'Anna sugli schermi

L'eccidio di Sant'Anna di Stazzema, arriva anche al cinema e in televisione con:

  • "Miracolo a Sant’Anna", film del 2008 diretto dal regista afro-americano Spike Lee. E' il 1983, quando in un ufficio postale di New York, un impiegato, Hector Negron, reduce di guerra statunitense di origini portoricane, spara senza nessun apparente motivo a un cliente. Partono le indagini che porteranno Negron a raccontare una storia che parte da molto lontano, durante la Seconda guerra mondiale.
    È il 1944 e Negron fa parte della 92ª Divisione Buffalo, un reparto dell’esercito statunitense composto da soldati neri, ispanici e nativi americani: si trova in Italia per combattere i nazifascisti lungo la linea gotica, tra Sant’Anna di Stazzema e le Alpi Apuane. In seguito a un disastroso attacco contro i tedeschi presso il fiume Serchio, molti soldati americani vengono uccisi, lasciando Negron da solo con tre commilitoni, con i quali, cercando rifugio, si imbatte in un villaggio tra le montagne vicino Sant’Anna di Stazzema, dove si trovano bloccati insieme ad alcuni partigiani italiani che hanno catturato un disertore tedesco, Hans Brundt.
    Ma un partigiano di nome Rodolfo, tradisce i suoi compagni e rivela ai nazisti dove si trova il prigioniero. I soldati tedeschi si avviano dunque verso il villaggio dove si trova in ostaggio Brundt, e lungo la strada ammazzano più di 500 persone, civili. Dalla battaglia con i tedeschi si salvano solamente Negron e Angelo, grazie all’arrivo dei rinforzi dell’esercito americano. A questo punto la storia torna al 1984, quando si scopre che l’uomo ucciso a New York da Hector Negron è Rodolfo: il partigiano traditore.
    L'uscita del film scatenò però varie polemiche da parte dell’associazione dei partigiani italiani, per la decisione da parte di Spike Lee di indicare nel tradimento di un partigiano, la causa dell'eccidio di Sant’Anna di Stazzema.
  • "Il secondo trauma-Il massacro impunito di Sant'Anna di Stazzema", film diretto da Jürgen Weber, uscito nel 2017, che ricostruisce i fatti storici e giuridici della strage di sant'Anna appunto, tramite le testimonianze dei sopravvissuti.

    Alle vittime non interessa tanto vedere in prigione i colpevoli ormai invecchiati; non chiedono vendetta, ma piuttosto cercano il riconoscimento dell'ingiustizia, soprattutto da parte della Germania.

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