28 Agosto Ago 2018 0745 28 agosto 2018

Perché si dice c'è del marcio in Danimarca

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Tradotta dall’inglese “Something is rotten in the state of Denmark" la celebre frase "C’è del marcio in Danimarca”, viene comunemente utilizzata, nel linguaggio quotidiano, in riferimento ad azioni disoneste e a situazioni poco chiare.

Tale citazione è tratta dall’Amleto, opera shakspeariana che vanta altre note massime, la più celebre delle quali è senz’altro, “essere o non essere, questo è il dilemma”, interrogativo esistenziale pronunciato dal principe Amleto all’inizio del terzo atto della tragedia.

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L'Amleto di Shakespeare

L’Amleto è una tragedia in cinque atti, in versi e in prosa, ed è la più lunga delle opere drammatiche di Shakespeare. Tradotta nella maggior parte delle lingue esistenti, e scritta tra il 1600 e il 1601, essa apre una nuova fase della carriera teatrale dell'autore, in cui vanno annoverate le tragedie Otello, Re Lear e Macbeth.

Sugli spalti del castello di Elsinore compare il fantasma del vecchio Amleto, re di Danimarca, da poco morto avvelenato, che rivela al figlio, di nome anch’egli Amleto, di essere stato ucciso dal proprio fratello, Claudio, che poi ne ha sposato la vedova, Gertrude, ed è diventato suo successore. Amleto dovrà dunque vendicarlo, fingendo di essere pazzo, per evitare il sospetto che egli voglia minacciare la vita del re Claudio.

L’arrivo di una troupe di attori a Elsinore gli offre l’occasione per verificare il racconto del padre, facendo recitare dinanzi allo zio un dramma che rimetterà in scena i fatti del delitto dello padre. Claudio, in preda all’agitazione si tradisce rivelando la propria colpa ad Amleto, che a sua volta gli farà capire di esserne già a conoscenza. Da quel momento in poi, sia Amleto sia Claudio cospirano l’uno contro l’altro. Amleto peraltro respinge Ofelia, figlia del ciambellano Polonio, che ama e da cui è amato; mentre interroga in un drammatico colloquio la madre, uccide Polonio, che ha sorpreso a spiare dietro una tenda.

Claudio cerca di sbarazzarsi del nipote, inviandolo in Inghilterra con due falsi amici Rosencrantz e Guidersten che hanno l'incarico di ucciderlo, ma che moriranno durante l'impresa. Ofelia, intanto, impazzita, muore suicida per il dolore, ed il fratello Laerte decide di vendicare la sua morte e quella del padre. Di tale situazione approfitta Claudio che spinge i due a confrontarsi in un duello, facendo avvelenare la punta della spada di Laerte ed il vino da offrire ad Amleto.

La coppa di vino però viene bevuta per errore dalla madre di Amleto che morirà e nonostante entrambi i duellanti si feriranno con la spada avvelenata, prima di morire Amleto riuscirà ad uccidere Claudio e ad affidare all'unico vero amico della sua vita, Orazio, il compito di narrare la sua storia. La narrazione si chiude con l'arrivo di Fortebraccio, principe di Norvegia, che assume il governo del regno e che rende omaggio ad Amleto concedendogli gli onori di un funerale militare.

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"C'è del marcio in Danimarca": Amleto, quarta scena, primo atto

La citazione “C’è del marcio in Danimarca”, presente nella quarta scena del primo atto della tragedia shakespeariana, viene pronunciata dalla guardia del Re, Marcello, che si rivolge ad Orazio, amico fidato di Amleto, al quale appare il fantasma del padre appena morto.

Vedendo Amleto muoversi e parlare da solo (Amleto è il solo in grado di vedere e sentire lo spettro), Marcello e Orazio iniziano a pensare che sia pazzo, e in uno scambio di battute Marcello pronuncia la frase ormai celeberrima: “C’è del marcio in Danimarca”, che fa riferimento non solo alla stranezza e alla presunta follia del principe, ma anche al precedente commento di Amleto che afferma che la Danimarca e il mondo stesso sono “un giardino incolto, pieno tutto di malefiche piante”.

L’uso del termine “rotten”, letteralmente tradotto con "marcio", coincide peraltro con l’aggettivo che negli ultimi ha preso ad indicare il ghiaccio artico, nella fattispecie allora il ghiaccio indica instabilità e quindi indebolimento con predisposizione allo scioglimento.

Dopo oltre quattrocento anni dalla nascita di quest’opera, la suddetta citazione è ancora oggi di uso comune, mantenendone intatto il significato originario, ovvero quello di indicare il sospetto di qualcosa di losco in relazioni, istituzioni e sistemi apparentemente rispettabili e sani.

La Danimarca, un fulgido esempio di trasparenza

Al di là di quello che si potrebbe pensare leggendo la suddetta opera, dove la Danimarca viene vista in modo poco benevolo, il Paese scandinavo funziona alla grande: il sistema legislativo, quello sanitario, il diritto penale, l’amministrazione pubblica, i servizi pubblici, il sistema dei trasporti pubblici, l’economia, l’ordinamento scolastico, la politica e tanto altro, sono un esempio dell'integrità, della trasparenza e del controllo della corruzione presente in tale Paese.

Il merito è da attribuire in gran parte all’adozione del cosiddetto “Modello sociale scandinavo” che fa della Danimarca, il paese più felice del mondo. Dunque no, per la lo stato danese tale citazione non calza a pennello.

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