28 Agosto Ago 2018 0849 28 agosto 2018

Perché si dice fare le cose alla carlona

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Il detto “fare le cose alla carlona”, diffuso soprattutto in area lombarda, affonda le sue origini nel Medioevo, in riferimento ad uno dei condottieri più importanti della storia: Carlo Magno, re franco-longobardo e imperatore del Sacro Romano Impero.

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Chi era Carlo Magno

Nato il 2 aprile 742 e primogenito di Pipino il Breve e di Bertrada di Laon, Carlo detto Magno, è l'imperatore che ha dominato l'Europa occidentale per quasi quarant'anni (dal 768 al 814), estendendo il suo potere su più del doppio del territorio occupato dal padre.

Fu nel 771, dopo aver condiviso per alcuni anni il regno col fratello Carlomanno, che Carlo Magno, alla morte del fratello, assunse il potere su tutti i territori che il padre aveva unificato sotto un unico dominio. Ripudiò peraltro la moglie Ermengarda, figlia del re dei Longobardi Desiderio, divenendo il protettore del papato contro le mire espansionistiche dei Longobardi, sconfitti nel 774 con la caduta di Pavia e l'esilio di Desiderio in un monastero francese.

Da lì in poi Carlo Magno impose in Italia il sistema feudale franco con l'introduzione dei comitati e delle marche, che andarono a soppiantare i ducati longobardi. Fu inoltre protagonista delle lotte contro i Bizantini, gli Arabi in Spagna, i Sassoni, gli Avari, gli Slavi e i Danesi, battaglie che gli permisero di allargare i confini del suo regno. La notte di Natale dell'anno 800, Carlo fu incoronato imperatore da Papa Leone III, di quello che venne denominato Sacro Romano Impero.

Decise poi di garantire lui stesso la successione del figlio Ludovico, incoronandolo imperatore, e si ritirò ad Aquisgrana (la città che di fatto era stata la capitale del suo impero) dedicandosi allo studio ed alla preghiera sino alla sua morte avvenuta il 28 gennaio 814. Ludovico il Pio però riuscì a fatica a mantenere l'unità dell'Impero e alla sua morte nell'840, quando egli morì, l'Impero venne suddiviso fra i suoi tre figli, Lotario, Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo.

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Carlo Magno, detto Carlone

La fonte principale della vita di Carlo Magno è la "Vita Karoli", scritta da Eginardo, uno storico franco che visse a stretto contatto con Carlo e che quindici anni dopo la sua morte ne narrò le gesta Tra le sue fonti vi furono senza dubbio gli Annales, l’Historia episcoporum Mettensium di Paolo Diacono, la corrispondenza diplomatica e il testamento di Carlo.

Dall'opera di Eginardo emerge non solo l'imperatore delle grandi imprese, ma anche un uomo di grande morale, saggezza e grandezza d’animo: un uomo molto generoso, che si prodigava per il sostentamento dei più bisognosi, anche provenienti da altre nazioni, come i poveri d’Oriente.

Vi sono poi i poemi cavallereschi, dove Carlo viene rappresentato come un uomo goffo, disattento, un uomo che indossava abiti non pregiati, caratterizzati da stoffa rozza, non alla portata del suo rango. Il suo stile non era dunque consono ad un Imperatore, ma al contrario più vicino a quello di un plebeo. Veniva per questo denominato "Carlone".

Una leggenda vuole che l’Imperatore ad una battuta di caccia si presentò, tra lo stupore generale dei partecipanti che indossavano per l’occasione suntuosi abiti da caccia, con degli indumenti scialbi, fatti di ruvida stoffa indossata solitamente dai contadini e mai dai sovrani. Alla meraviglia dei presenti, Carlo spiegò il motivo di un tale abbigliamento, non casuale; di lì a poco, si scatenò un violento temporale e Carlo Magno fu l’unico a passare indenne alla tempesta, in quanto gli eleganti cacciatori si inzupparono tutti i loro abiti preziosi che furono ridotti in pessimo stato, mentre l'Imperatore fu ben riparato dalla stoffa grezza e grossolana che tanto era stata criticata.

Sarebbe questo aneddoto ad aver dato origine all'espressione "vestire alla carlona".

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Da qui il detto "fare le cose alla carlona"

Dall'originario detto "vestire alla carlona", si è diffusa nel tempo la massima “fare le cose alla carlona”, con la quale si indica in particolare fare le cose superficialmente, alla buona, senza cura, in modo dimesso. Il termine ha poi finito per indicare anche altri concetti simili:

  • fare le cose in modo veloce, sbrigativo e alla meno peggio,
  • fare qualcosa senza curarne i dettagli,
  • essere una persona alla buona (“quello è un tipo alla carlona”),
  • essere troppo ingenui.

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