29 Agosto Ago 2018 0721 29 agosto 2018

Margaret Mazzantini libri

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Chi è Margaret Mazzantini

Figlia dello scrittore Carlo Mazzantini e di una pittrice irlandese, Margaret Mazzantini nasce il 27 ottobre del 1961 a Dublino. Da bambina, con i genitori, viaggia molto tra Spagna, Marocco e Irlanda, fino a stabilirsi a Tivoli, nei pressi della villa dell'imperatore Adriano. All'inizio degli anni '80 Margaret si diploma presso l'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma e nell'87 sposa il regista Sergio Castellitto, conosciuto sul palcoscenico di "Le tre sorelle" di Cechov; con lui avrà quattro figli: Anna, Pietro, Maria e Cesare.

Vive attualmente Roma dove si dedica tanto al suo lavoro di scrittrice, quanto a quello di attrice sia teatrale che cinematografica dove è da anni notevole anche la sua presenza. Basti pensare che nel 1990 divise il set con il marito, in “Una fredda mattina di maggio” di Vittorio Sindoni e che quattro anni dopo Interpretò il ruolo di Anna, la compagna incinta del protagonista, in “Quando le montagne finiscono” diretto da Daniele Carnacina.

La si trova poi pellicole "serie" come "Festival" di Pupi Avati, ma anche in pellicole scanzonate come "Il barbiere di Rio" di Giovanni Veronesi e "Libero burro" per la regia del marito. Non ti muovere nel 2004 peraltro rappresentante il suo omonimo romanzo.

È stata inoltre sceneggiatrice di vari film diretti da Sergio e ripresi dai suoi omonimi romanzi, tra questi "Non ti muovere", "Venuto al mondo" e "Nessuno si salva da solo".

Leggi anche: "Frasi famose in "Nessuno si salva da solo""

Margaret Mazzantini, le opere

"Scrivere è come andare in miniera, scendere sempre più a fondo come un rabdomante che cerca l’acqua prima in superficie, poi scavando"

È con queste parole che, Margaret Mazzantini, finalista del premio Campiello, racconta sulla pagina culturale della Gazzetta cos'è per lei la scrittura.

Se oggi è quella che è lo deve soprattutto, come dichiara la stessa in un'intervista a "La Repubblica", al fatto di essere nata in Irlanda, una terra di scrittori, piena di echi letterari.

Nasce così la Mazzantini scrittrice, che ha dato vita a svariati romanzi, perlopiù sentimentali, di grande successo.

  • "Il catino di zinco", 1994. Fulcro della vicenda è Antenora, un'eroina di un mondo arcaico, nel quale, pur confinata all'interno delle mura, esercita un matriarcato indiscusso, riuscendo peraltro empre a conservare con coraggio la sua indipendenza interiore.
    Valori netti e semplici, sentimenti forti che le daranno la forza di affrontare dittature, guerre, e la difficile ricostruzione, senza mai abbattersi. Di fronte alla sua morte, una donna di un'altra generazione, la nipote, che ne fa un ritratto superbo ed evocativo.
    Un romanzo intenso, vincitore del Premio Selezione Campiello e del Premio Opera Prima Rapallo-Carige.
  • "Manola", 1998. Protagoniste sono due gemelle rappresentanti due archetipi opposti della femminilità: Ortensia, dall'aspetto lugubre, nerovestita e introversa e Anemone, radiosa, coloratissima ed estroversa, tante difficoltà, contro nessun problema.
    A congiungerle le loro differenze però, il loro divertente modo di raccontarsi, di raccontare la propria femminilità. E non solo.
    Si scoprirà infatti che i ruoli nel tempo sono intercambiabili e che sono l'una per l'altra due facce appartenenti alla stessa medaglia.
  • "Non ti muovere", 2001, romanzo vincitore del Premio Strega. Una giornata piovosa, uno stop non rispettato e una ragazza di soli quindici anni riversa sull'asfalto.
    La corsa in ospedale, lo stesso in cui lavora il padre come chirurgo, Timoteo, che nell'attesa che la figlia venga operata si lascia andare ad una silenziosa confessione che butta giù l'immagine del padre e marito modello, facendo invece emergere quella di un uomo con i suoi sbagli le sue debolezze, un uomo come tanti che per anni ha portato avanti una storia tanto passionale, quanto squallida con una donna derelitta.
  • "Zorro. Un eremita sul marciapiede", 2004. Breve testo ideato per il teatro e pubblicato poi da Mondadori nel 2004.
    Da una parte i Cormorani, avvezzi alla regolarità quotidiana cristallizzata in norme e divieti morali, e dall’altra i senza fissa dimora, che con il loro libero errare hanno imparato ad assaporare il naturale fluire del tempo, il cui destino è paragonato, dalla stessa autrice, a quello degli artisti che lei definisce “barboni fortunati”.
  • "Venuto al mondo", 2008. Una sera Gemma sale su un aereo seguita da suo figlio Pietro di sedici anni per andare a Sarajevo, dove li attente Goiko.
    Gemma e Goiko si erano conosciuti proprio a Sarajevo durante le Olimpiadi invernali (1984), in cui Gemma era alle prese con una tesi su Ivo Andrić. Grazie a Goiko aveva peraltro conosciuto Diego, il fotografo di pozzanghere, che viveva all’avventura, padre di suo figlio.
    Gemma decide di ritornare a Sarajevo insieme al figlio, per affrontare un doloroso passato e dare a Diego un'idea del padre che mai potrà conoscere, attraverso l'unica traccia di lui rimasta, delle foto da lui scattate ed esposte durante una mostra in memoria dell'assedio.
  • "Nessuno si salva da solo", 2011, un romanzo che risulta essere l'autobiografia sentimentale di una generazione, la storia di una coppia come tante, con la sua quotidianità e le sue trasgressioni.
    Quella di Delia e Gaetano è in realtà la storia di una coppia che tale non è più. Si ritrovano a cena, in un ristorante all’aperto, poco tempo dopo aver rotto quella che fu una famiglia.
    Lui si è trasferito in un residence, lei è rimasta nella casa con i piccoli Cosmo e Nico, ma la passione dell’inizio e la rabbia della fine sono ancora pericolosamente vicine.
    "Sognano la pace ma sono tentati dall’altro e dall’altrove", un dramma senza tempo dell'amore e del disamore.
  • "Mare al mattino", 2011. Frasi brevi, brevissime, spesso aforistiche, una novità nello stile dell'autrice, un libro che in poche pagine racconta un'immensa catastrofe.
    Da un lato Jamila, giovanissima vedova, e suo figlio Farid che scappano dalla Libia, per lasciarsi la guerra alle spalle, dall'altro Vito che dall'altra sponda guarda le barche arrivare e raccoglie la memoria di chi non è arrivato; un ragazzo siciliano, cresciuto ascoltando le storie raccontate da sua madre Angelina nata a Tripoli da genitori italiani trascinati in Libia dalla politica di Mussolini.
    Angelina nata lì si sentiva africana, ma aveva undici anni quando è stata costretta ad andare via, perché un altro dittatore, Gheddafi, aveva deciso di scacciare tutti gli invasori italiani.
  • "Splendore", 2013, la ricerca della propria identità, tra la difficoltà di essere se stessi in un mondo perso e confuso e la nostalgia del passato.
    Guido e Costantino, due coetanei, appartenenti a ceti sociali diversi, che dopo aver condiviso l’infanzia e l’adolescenza vedono la loro amicizia trasformarsi in qualcosa che non riescono a confessare a se stessi e che li porta a costruirsi un’identità di facciata, perché ciò che provano li fa sentire degli estranei nei confronti della società, delle persone contro natura.

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