2 Gennaio Gen 2019 1516 02 gennaio 2019

Come si calcola la forza di attrito

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Iniziando da un corpo fermo sarà semplice vedere come lo stesso si muove quando viene sollecitato a lasciare il proprio stato d'immobilità.

Questo movimento è chiamato forza, ma di processi simili ne esistono tanti in natura a seconda del tipo di movimento esercitato sull'oggetto per farlo spostare.

A questo punto si può affermare che la forza è una grandezza vettoriale ossia con un verso e una direzione.

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Calcolo

Per calcolare una forza bisogna conoscere: la direzione, l'intensità, il verso e il punto di applicazione. La forza di attrito è un tipo di forza davvero interessante che racchiude il radente ossia lo strofinamento di due oggetti oppure il viscoso se si immerge l'oggetto in una sostanza fluida. Infine, il volvente si ottiene quando un corpo si muove sopra ad un altro senza toccarlo.

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Attrito radente

L'attrito radente può essere statico quando il movimento non si verifica, se la forza di trascinamento non supera la forza d'attrito. Ecco allora la formula relativa: l'attrito radente è uguale al coefficiente della perpendicolare del piano d'appoggio dell'oggetto.

Mentre l'attrito radente dinamico si calcola lasciando scivolare un oggetto su di una superficie inclinata. E la sua equazione sarà così: s è lo spazio, g è la gravità e t è il tempo impiegato.

L'attrito volvente

L'attrito volvente è quella forza che impedisce lo scivolamento di un oggetto o massa generando un movimento rotativo.

Infatti, nella pratica si sviluppa un vero e proprio rotolamento, mentre per calcolarlo bisogna avere a disposizione r che sarà il raggio della ruota e o la massa circolare.

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