16 Gennaio Gen 2017 1033 16 gennaio 2017

Perchè si chiama uno studio in rosso

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“Uno studio in rosso” è il primo romanzo che nel 1887 Sir Arthur Conan Doyle ha dedicato a Sherlock Holmes, forse il detective più famoso di tutti i tempi nella storia della letteratura; il racconto della prima avventura di Sherlock Holmes non ha avuto vita semplice, in quanto è stato addirittura censurato in Virginia per pregiudizi religiosi nei confronti dei mormoni, ma poi qualche anno fa addirittura una serie televisiva si è ispirata a questo libro, modificandone leggermente il titolo: “Sherlock, uno studio in rosa”.

Nel romanzo si racconta dell’incontro tra Sherlock Holmes e John Watson, un ex medico militare reduce dalla guerra in Afghanistan con ferite al ginocchio e alla spalla; essendo in cerca di qualcuno con cui condividere l’affitto di un appartamento, Watson si rivolge a Holmes, facendo nascere così un’amicizia destinata a durare per moltissimi anni. Un giorno il detective invita il nuovo amico ad accompagnarlo su una scena del crimine e, da quel momento, Watson accompagnerà sempre il proprio coinquilino e lo aiuterà nelle sue brillanti deduzioni.

L’origine del titolo “Uno studio in rosso”

Il titolo scelto da Arthur Conan Doyle per la prima avventura di Sherlock Holmes è particolarmente curioso, in quanto lo studio di cui si parla nel romanzo è giallo, e non rosso. La scelta del colore rosso potrebbe rimandare al sangue, agli omicidi, per creare subito la giusta atmosfera; tuttavia, si può trovare una spiegazione ancora migliore, suggerita dallo stesso detective: ad un certo punto del romanzo si può leggere:

“Se non fosse stato per lei, non ci sarei mai andato e così avrei perduto lo studio migliore che mi sia mai capitato: uno studio in rosso, eh? Perché non usare qualche termine pittorico. Il filo scarlatto dell'omicidio che si dipana lungo l'incolore matassa della vita; e noi abbiamo il dovere di dipanarlo, e isolarlo, e tirarlo fuori da capo a fondo”.

Da questo breve passaggio si intuisce che lo studio è rosso perché guidato dal filo scarlatto dell’omicidio, che va districato e seguito dall’inizio alla fine.

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