17 Aprile Apr 2018 1632 17 aprile 2018

Chi erano i partigiani

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Quando si parla di partigiano, si fa riferimento a una figura che non appartiene a un esercito regolare. Si tratta di un combattente armato che fa parte di bande che nascono per contrastare uno o più gruppi regolari, dando vita a una vera e propria guerra asimmetrica. Nel nostro Paese con partigiani si fa riferimento alla Resistenza nata nel 1943, durante la seconda guerra mondiale (leggi anche quali sono le cause della Seconda Guerra Mondiale), per combattere le truppe del Patto Tripartito. Ma andiamo a scoprire meglio chi erano i partigiani.

Partigiani: perché sono diversi dai soldati?

Nel secondo dopoguerra, il termine partigiano è stato utilizzato per identificare tutti i combattenti della Resistenza. Durante il conflitto vero e proprio (leggi anche quante persone morirono nella seconda guerra mondiale), invece, i partigiani erano coloro che si univano a formazioni armate. Coloro che si ribellavano clandestinamente erano definiti ‘patrioti’. La differenza tra un partigiano e un soldato era l’evidente mobilità, l’impegno politico e la difesa di un territorio che coincideva con l’area culturale di appartenenza.

Divise e segni di riconoscimento

I partigiani non avevano divise, ma vestivano in diverso modo adottando solo fazzoletti colorati come simbolo di riconoscimento. Quelli di colore rosso, ad esempio, venivano usate nelle formazioni garibaldine, quelli azzurri nei gruppi autonomi e quelli di colore verde nei reparti di Giustizia e Libertà. Nell’ultimo anno, i partigiani però hanno anche indossato simboli distintivi: scudetto con la fiaccola con lettera G e L per i giellisti, stella rossa per i garibaldini e coccarde tricolori per gli autonomi.

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