20 Luglio Lug 2018 1146 20 luglio 2018

Perchè si parla nel sonno

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Durante il sonno, l'organismo umano non si spegne completamente. Anche se il corpo si addormenta e affronta una fase di incoscienza, il cervello rimane attivo e affronta una serie di fasi del sonno che comportano il ricaricamento delle energie utili al benessere psicofisico.

Durante la fase onirica, il cervello è in uno stato di costante attività e continua formulare pensieri che molto spesso si traducono in parole che vengono esternate da un fenomeno detto sonniloquio.

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Il sonniloquio è una normale manifestazione dell’attività del cervello che continua a produrre pensieri durante le fasi del sonno. Questa manifestazione compare soprattutto nelle prime due fasi del sonno: la fase NREM e la fase REM, quando i muscoli del corpo si affievoliscono e non rispondono più a comandi volontari.

Le due fasi citate sono i principali momenti del sonno, dove l’organismo attraversa dei cambiamenti dovuti allo stato mentale. Pressione in aumento, continua rotazione degli occhi, movimenti involontari o talvolta discorsi insensati che possono comportare anche grida involontarie, sono tutte reazioni date dalla continua operosità del cervello che non smette di lavorare neanche durante il periodo notturno.

Perché si parla nel sonno?

Parlare nel sonno è una condizione normale che interessa tutte le persone, sia i bambini che gli adulti, e che solitamente non sta a significare nessuna patologia mentale.
Il sonniloquio è una delle tante reazioni del cervello che vuole esternare la condizione onirica per scaricare tensioni e preoccupazioni.

E’ un’attività positiva che aiuta a rigenerare il corpo e lo spirito che magari in quel momento stanno attraversando un periodo di stress o affaticamento.
Tuttavia parlare ripetutamente nel sonno potrebbe essere un campanello di allarme che indica un disagio difficile da esternare.

Come affermava Freud nel suo libro “L’interpretazione dei sogni”, la fase onirica è un’esternazione dei sentimenti psichici che devono fare i conti con continui stimoli e pulsioni dati dall’’inconscio.

Talvolta la nostra mente non riesce ad esternare disagi o pulsioni durante la normale attività quotidiana ed inizia così ad apporre dei meccanismi di sfogo durante il sonno che servono per togliersi in qualche modo il peso della tensione.

E’ opportuno quindi soffermarsi a comprendere il proprio stato psichico e se il sonniloquio deriva da una preoccupazione o da un momento non particolarmente sereno.
Una soluzione potrebbe essere il dialogo: esternare i propri sentimenti a qualcuno potrebbe essere di grande aiuto per superare un sonniloquio continuo e persistente.

Inoltre è possibile che questa condizione peggiori portando a fenomeni di sonnambulismo che si verificano solo in casi di estremo stress emotivo.
Fare luce sulle cause aiuterà a sospendere questa reazione che potrebbe diventare fastidiosa se soggetta a ripetuti episodi.

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Sognare e non ricordarsi

Spesso capita che non si ricordi dei dialoghi o delle frasi disconnesse durante il sonno, questo dipende proprio dalla fase in cui ci si sveglia. Solitamente se ci si sveglia durante la fase REM diventa più facile ricordare il sogno perché al risveglio le cose che si ricordano sembrano quasi dei vissuti reali.

In ogni caso è anche questione di intensità del sogno e quanto è stato impresso il ricordo nella propria mente. Normalmente il sogno rimane in memoria circa 15 minuti dopo il risveglio e se durante questo periodo non avviene la reminiscenza è molto probabile che vada a finire in qualche angolo remoto dei ricordi.

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