28 Agosto Ago 2018 1445 28 agosto 2018

Quali sono i vini senza solfiti

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Da anni si sente parlare di vini naturali, biologici e senza solfiti. Moti consumatori sono un po’ confusi e non riescono a capire quale sia effettivamente la differenza tra queste tipologie di vino. Ma andiamo a scoprire nel dettaglio quali sono i vini senza solfiti.

Cosa sono i solfiti?

Quando si parla di solfiti, si fa riferimento a degli additivi che vengono usati nel settore alimentare e nella produzione di vino. Non sono altro che dei conservanti che prevengono l’ossidazione causata dal contatto con l’ossigeno.

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Queste sostanze servono per mantenere stabili le caratteristiche organolettiche del vino e di altri alimenti evitando alterazioni batteriche. Ovviamente, quando l’uva è di qualità elevata, il rischio di alterazioni batteriche è decisamente inferiore e quindi c’è meno bisogno di ricorrere ai solfiti.

Cosa scrivere sull’etichetta

Esistono alcuni ceppi di lieviti presenti nel vino che possono produrre delle quantità di solfiti. Quasi sempre altri solfiti vengono aggiunto sulle uve prima o dopo la fermentazione o l’imbottigliamento. Nel caso in cui venga superata la soglia dei 10 mg/l, bisogna scrivere sull’etichetta che il vino ‘contiene solfiti’. Secondo la normativa, non è obbligatorio inserire sull’etichetta il valore effettivo dei solfiti che sono stati aggiunti.

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Nello specifico, sull’etichetta basta indicare i valori massimi che sono consentiti. Di conseguenza, se su un’etichetta c’è la scritta ‘vino senza solfiti aggiunti’, vuol dire che quel vino contiene comunque dei solfiti sviluppati in maniera naturale.

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