12 Dicembre Dic 2017 0916 12 dicembre 2017

Criptovalute, Bitcoin manda in crash la piattaforma Cboe

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Quello del Bitcoin, al Chicago Board Options Exchange (Cboe), è stato in tutto e per tutto un esordio con il botto visto che, rispetto al prezzo iniziale di scambio, la valuta digitale ha fatto registrare un'impennata del 20%, ed ha fatto pure andare temporaneamente in crash la piattaforma di negoziazione dei futures a causa della mole di ordini in arrivo. Nel dettaglio, la regina tra le Criptovalute24 ha fatto registrare, in corrispondenza dei primi scambi sul Cboe, una quotazione di 15.460 contro il dollaro americano per poi spingersi fino a quota 18.700 con una volatilità che, di conseguenza, è stata di oltre il 20%.

Futures Bitcoin, boom di scambi sulla scadenza gennaio 2018

Le contrattazioni sui futures Bitcoin al Cboe hanno riguardato in prevalenza il contratto con scadenza al 17 gennaio del 2018, mentre decisamente più bassi sono stati gli scambi sui derivati con le scadenze a febbraio ed a marzo del prossimo anno.

Secondo l'opinione degli esperti, lo sbarco del Bitcoin al Chicago Board Options Exchange dovrebbe garantire a regime un livello di volatilità più basso rispetto a quello che è stato registrato sinora anche perché con i derivati chi investe può puntare alla luce del sole pure al ribasso su quella che è attualmente la moneta virtuale decentralizzata con la capitalizzazione più elevata.

In base alle quotazioni attuali, infatti, il Bitcoin capitalizza circa 240 miliardi di dollari americani, ovverosia, per rendere l'idea, meno di un terzo della capitalizzazione della Apple che attualmente sfiora i $ 900 miliardi.

Rialzo Bitcoin è solo una bolla speculativa?

I detrattori delle criptovalute battono molto sul discorso legato alla capitalizzazione complessiva delle monete digitali, a partire proprio dal Bitcoin, in quanto sono convinti che quella in corso sia solo una bolla speculativa, e che quando scoppierà potrebbe generare turbolenze sui mercati finanziari.

Nello specifico, la formazione della bolla speculativa sul Bitcoin si starebbe formando allo stesso modo di come questa si va a generare su ogni altro strumento finanziario quotato su uno o più mercati regolamentati, ovverosia sulla legge della domanda e dell'offerta. Attualmente, infatti, ci sono tanti trader ed investitori, grandi e piccoli, che sono disposti ad acquistare Bitcoin, e pochi invece i soggetti che sono disposti a vendere.

Non la pensa così però Garrick Hileman che, oltre ad essere un esperto di storia dell'economia, è anche una delle personalità di rilievo in fatto di criptovalute.

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