27 Dicembre Dic 2017 1604 27 dicembre 2017

Registrare il marchio Steve Jobs e vincere anche la causa contro Apple

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Sembra incredibile, eppure è vero: Apple in tribunale contro Steve Jobs. Ovviamente, non si tratta dello storico fondatore dell’azienda i Cupertino che è deceduto oltre sei anni fa. A fronteggiare il colosso americano dell’informatica sono stati due fratelli di Arzano, Vincenzo e Giacomo Barbato che nel 2012 hanno creato un proprio brand. Vincenzo di professione è un fashion designer, mentre il fratello Giacomo è un imprenditore: insieme, esattamente cinque anni fa, hanno deciso di fare qualcosa di nuovo e di tendenza e per farlo hanno scelto appunto il nome di Steve Jobs. Molti puntano ad aprire sale da gioco o a promuovere piattaforme di casino online, loro invece, hanno deciso di essere per certi versi “unici”.

“Abbiamo deciso di fare qualcosa che fosse fashion, innovativo e hi-tech. Quale nome racchiude tutto questo se non quello di Steve Jobs?”, le parole di Giacomo Barbato riportate da ‘Il Mattino’, quotidiano di Napoli. Dopo aver effettuato una ricerca di mercato, i due fratelli di Arzano hanno scoperto che il marchio con il nome del fondatore di Apple non era stato mai registrato da alcuno e hanno così deciso di anticipare tutti. Una mossa che, come era facile attendersi, ha portato l’azienda della mela morsicata a intentare una causa.

In buona sostanza, Apple ha accusato con un dossier composto da ben quattro faldoni, i due imprenditori italiani di aver plagiato il marchio di Cupertino. A corredo del dossier, anche i DVD con le registrazioni delle presentazioni dei nuovi prodotti fatte proprio da Steve Jobs in prima persona. I legali di Apple hanno inoltre quantificato in un miliardo di dollari il danno procurato dai due fratelli di Arzano alla società nel caso in cui le autorità italiane avessero approvato il marchio. “Per la realizzazione del logo abbiamo studiato approfonditamente tutta la normativa proprio per non entrare in conflitto con il colosso americano. Il nostro logo è completamente diverso da quello di Apple perché si basa su una «J», una lettera, non su una mela morsicata con una foglia. Non è altro che una lettera alla quale manca un pezzo e in cima c’è un’ellisse, una figura geometrica, non una foglia”, spiega su questo aspetto Vincenzo Barbato. Gli fa eco il fratello Giacomo: “Gli stessi faldoni che abbiamo ricevuto noi sono stati consegnati alla sede centrale dell’Ufficio Marchi e Brevetti. Probabilmente ci volevano intimidire, ma, non glielo abbiamo lasciato fare”.

“Un lettera non è una mela”

Sì perché nonostante si trovassero di fronte un colosso mondiale e una richiesta di risarcimento danni da record, i due imprenditori italiani non si sono spaventati e hanno affrontato Apple in tribunale. Addirittura, rivelano entrambi, non hanno mai avuto dubbi sul buon esito delle sentenze dei tribunali italiani, di quello europeo e della Camera di Commercio. La diatriba è durata in tutto due anni e alla fine l’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale è stata chiara: nonostante a J avesse una parte mancante che poteva ricordare un morso, una lettera non è un frutto e di conseguenza non può esserci alcun plagio. Insomma, la vittoria di Davide contro Golia e ora i due fratelli Barbato possono sognare in grande, anche se, c’è da aspettarselo, Apple non mollerà e controllerà con la massima attenzione tutto ciò che la nuova azienda italiana sarà in grado di fare nei mesi a venire.

Steve Jobs: in arrivo i nuovi prodotti

“Prima di tutto stiamo registrando il nostro brand in tutto il Mondo. Abbiamo già iniziato a pensare a prodotti hi-tech che coniugano le più moderne tecnologie con il design”, fanno sapere ancora i fratelli Barbato, che credono della tecnologia e nelle innovazioni, ma soprattutto credono nel loro team interamente costituito da ragazzi provenienti dal napoletano, dagli ingegneri ai dipendenti della comunicazione. Attualmente la Steve Jobs sta collaborando con startup come Sticky Factory, azienda che si occupa di design e che ha già prodotto borse, t-shirt, jeans e accessori misti a prodotti high-tech. E non è tutto, perché il marchio napoletano ha già sponsorizzato un gioco per Pc, Xbox e per PlayStation in arrivo a breve.

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