10 Luglio Lug 2018 0911 10 luglio 2018

Perché non si possono stampare più soldi

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Le notizie su giornali, radio e televisioni spesso fanno riferimento a paesi in crisi o all'aumento del numero delle persone che vivono in povertà: qualcuno potrebbe chiedersi perché non si possono stampare più soldi per risolvere in modo semplice e rapido questo problema, ma basta approfondire un po' il discorso per capire che questa mossa non può rappresentare una valida soluzione.

Si possono stampare più soldi per contrastare la crisi?

La moneta ha (anche) la funzione di unità di misura, nel senso che viene utilizzata per misurare il valore delle merci, dei beni e dei servizi; in Italia c'è una quantità di moneta stampata che è pari al valore reale delle merci, dei beni e dei servizi. Non si possono stampare più soldi per il semplice motivo che il valore dell'economia di un Paese non cambia in base al numero di monete in circolazione. Con una maggiore immissione di denaro mantenendo lo stesso valore economico si otterrebbe un unico risultato: l'aumento dell'inflazione, ovvero la crescita del livello medio dei prezzi.

Inflazione e sovranità monetaria

I prezzi delle cose che compriamo non vengono stabiliti a caso: vengono fissati in base a diversi fattori, tra cui anche l'indice dei beni al consumo e il cosiddetto paniere, cioè l'insieme dei beni e dei servizi che possono essere considerati fondamentali per gli italiani. Se si stampano più soldi quindi la ricchezza nel Paese rimane uguale, ma crescono i prezzi e si riduce il valore della moneta. Al di là di ciò, l'Italia non può stampare più soldi anche perché ha ceduto la propria sovranità monetaria nazionale (ovvero il diritto dello Stato di stampare moneta in base alle sue esigenze e strategie di politica monetaria) all'Unione Europea e, di conseguenza, alla BCE

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