12 Luglio Lug 2018 1020 12 luglio 2018

Contributi figurativi cosa sono

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In alcuni periodi della vita lavorativa può capitare che la retribuzione venga meno; in casi del genere anche la contribuzione obbligatoria si interromperebbe, ma in alcuni casi per i periodi in cui non è stato prestato servizio subentrano i cosiddetti contributi figurativi: ma di cosa si tratta, quando si maturano e a cosa servono?

Cosa sono i contributi figurativi

I contributi figurativi vengono accreditati (senza oneri per il lavoratore) per i periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa autonoma o dipendente, ha percepito un'indennità a carico dell'Inps o ha percepito retribuzioni ridotte. Il loro riconoscimento è necessario per garantire la copertura assicurativa e il diritto alla pensione; nei casi previsti dalla legge i contributi figurativi possono essere richiesti dal lavoratore stesso, mentre in altri scattano d'ufficio (ma rimangono in ogni caso gratuiti).

Accredito a domanda e accredito d'ufficio

I contributi figurativi possono essere accreditati a domanda per i periodi di malattia o infortunio, servizio militare, congedo per maternità, congedo parentale, congedo per gravi motivi familiari, permesso retribuito o stroardinario (handicap grave), periodi di aspettativa per l'assunzione di cariche sindacali o di funzioni pubbliche elettive.

C'è l'accredito d'ufficio invece quando il lavoratore è in cassa integrazione guadagni straordinaria, se è stato assunto con contratto di solidarietà o è impegnato in lavori socialmente utili. C'è l'accredito d'ufficio anche se il lavoratore ha beneficiato di indennità di mobilità o di disoccupazione o di assistenza antitubercolare a carico dell'istituto previdenziale.

Leggi anche: "Chi ha diritto alla disoccupazione"

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