31 Luglio Lug 2018 1411 31 luglio 2018

Come cambierà il mondo del lavoro con i robot e l'intelligenza artificiale?

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Quale sarà il futuro del lavoro? È un tema da approfondire con accortezza, consultando e analizzando statistiche e report, ipotizzando gli scenari più probabili e individuando le opportunità possibili. Per fare chiarezza è opportuno esaminare la ricerca realizzata da Recovery Data, azienda di recupero dati da dispositivi digitali, dedicata alla cosiddetta “rivoluzione industriale 4.0”.

Cos'è la Quarta Rivoluzione Industriale?

In poche parole, la Quarta Rivoluzione Industriale è la fase in cui una serie di fattori tecnologici (l'automazione, l'augmented reality, l'implementazione maggiore del cloud computing e l'evoluzione dei Big Data analytics, solo per citarne alcune) stanno determinando una mutazione profonda del mercato del lavoro.

Da un lato, l'innovazione tecnologica comporterà nei prossimi anni, come accade ciclicamente, la scomparsa di numerose figure professionali, dall'altro, l'avvento di robot sempre più evoluti e lo sviluppo di Intelligenze Artificiali sempre più complesse richiederà nuove competenze e nuovi lavori svolti dall'uomo.

Per comprendere meglio cosa sta accadendo, basti sapere che, secondo le stime della ricerca The Future of the Jobs, presentata al World Economic Forum, nei prossimi anni si perderanno globalmente 7 milioni di posti di lavoro e se ne creeranno 2 milioni grazie al progresso tecnologico, alla robotica e alle nanotecnologie.

A tale proposito, si prevede che il 45% dei lavori oggi eseguiti da esseri umani possa essere svolto da macchine; negli USA, ad esempio, sono attualmente operativi 260.000 robot nelle fabbriche, mentre in Italia si stima che il 54% dei lavori prevedono attività automatizzabili. Fra l'altro, l'Italia è all'avanguardia nel settore della robotica, è il secondo mercato in Europa e il terzo nel mondo, registrando una produzione pari a 6,1 miliardi di euro nel 2017. Sono le esportazioni a fare la parte del leone: le vendite verso la Cina sono aumentate dell'11,5%, mentre quelle verso gli USA hanno fatturato 246 milioni di euro.

È vero che aumenteranno i licenziamenti a causa dell'automazione?

Occorre smentire il falso mito che l'avvento dei robot e delle Intelligenze Artificiali causeranno automaticamente licenziamenti di massa. Secondo le statistiche riportate da Recovery Data, infatti, per le aziende è più vantaggioso investire sulla formazione del personale interno anziché acquisire nuove risorse. Per questo l'80% delle aziende riqualificheranno il personale oppure opteranno per un trasferimento, destinando i robot alle mansioni più faticose, mentre il 12% delle aziende diminuiranno l'organico.

Da tenere presente, inoltre, che proprio nel campo della robotica c'è un aumento di offerta di posti di lavoro che, in Italia, non sono stati ancora coperti: si tratta di sviluppatori, specialisti di Internet of things e analisti di Big Data, figure professionali che nei prossimi anni saranno sempre più richieste e per le quali sarà necessaria una formazione specifica.

In definitiva, non c'è da essere pessimisti, poiché a fronte di una diminuzione di posti in alcuni settori (pensiamo ad esempio alla manifattura ma anche all'amministrazione e alle mansioni di reception che potranno essere svolte tramite sistemi di IA o tramite robot), ci saranno nuovi posti di lavoro che in parte non possiamo prevedere del tutto. I nati fra il 1995 e il 2010, ovvero la Generazione Z, detti anche Centennial, saranno i più coinvolti da questo cambiamento; il 65% dei lavori che faranno, infatti, deve ancora essere inventato.

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