7 Maggio Mag 2018 1211 07 maggio 2018

Coliche neonato come riconoscerle

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Fattori emotivi, difficoltà nel digerire il latte, allergie agli alimenti di cui si nutre la madre che lo allatta: ecco alcuni dei fattori, che spesso possono contribuire allo scatenarsi delle coliche nel neonato.

Leggi anche: "Coliche neonato: cause e rimedi"

Come capire che il piccolo ha le coliche

Caratterizzate da un dolore intenso che coinvolge la zona addominale, le coliche, sono molto frequenti nei primi tre mesi di vita dei neonati.

Primo campanello dall'allarme è il pianto del piccolo; ma attenzione, per diagnosticare una colica, ed escludere che il pianto non sia associato ad altro, bisogna verificare anche altri fattori.

Ed è qui che, in primo luogo, entra in gioco quanto ipotizzato negli anni 50' dal pediatra statunitense Wessel.

Secondo la sua teoria, definita 'regola del tre', il pianto, se causato da coliche dovrà:

"protrarsi per più di tre ore al giorno, per più di tre giorni a settimana e per più di tre settimane consecutive".

Il pianto, in caso di coliche, sarà accompagnato anche da altri segnali:

  • il neonato passerà da uno stato di tranquillità, ad un'agitazione apparentemente inspiegabile, in quanto, le coliche arrivano senza preavviso;
  • il piccolo stringerà i pugni e tenterà di portare le gambine verso il ventre;
  • potrà diventare pallido o al contrario rosso per il dolore;
  • durante le varie poppate, non risulterà essere tranquillo, succhierà per qualche minuto e il minuto dopo scoppierà in un pianto irrefrenabile;
  • potrà presentare tremore e singhiozzo tra un pianto e l'altro;
  • i sintomi inoltre, nella maggior parte dei casi, tendono a peggiorare nelle ore serali e sono di conseguenza causa di insonnia per il bebè.

Dopo dunque aver assodato che si tratta di semplice colichette, non resta che mantenere la calma e cercare di dare sollievo al piccolo con un massaggio sulla zona addominale o cullandolo dolcemente.

Leggi anche: "Quali sono i sintomi coliche neonato"

Pianto del bebé: non solo coliche

Il pianto di un neonato, essendo il suo primo mezzo di comunicazione con il mondo esterno, (in quanto il bebè capisce sin da subito che è attraverso di esso può richiamare l'attenzione di mamma e papà), è associato anche ad altri bisogni specifici, da interpretare in base alle caratteristiche del pianto e al linguaggio corporeo.

Ecco alcuni casi:

  • se avrà fame, porterà ad esempio i pugni alla bocca, si succhierà le labbra, e inizierà con un lamento di bassa intensività che andrà poi ad aumentare progressivamente;
  • se avrà caldo, il suo visino diventerà rosso, suderà, e faticherà quasi a respirare, emettendo dei lamenti nervosi;
  • nel caso contrario, se sentirà freddo, avrà la pelle d'oca, mani e piedi freddi, ed emetterà un forte pianto accompagnato da un tremolio del labbro inferiore;
  • se avrà sonno, invece sbadigliiglierà e sbatterà le palpebre, scalciando e sbattendo le braccia;
  • potrà inoltre anche essere in cerca di coccole, in tal caso si guarderà intorno cercando qualcuno e calmandosi solo quando sarà preso in braccio.
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