1 Gennaio Gen 2018 1549 01 gennaio 2018

Come fare una sitografia

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Una volta per completare la propria tesi di laurea era necessario consultare diversi libri, che dovevano poi essere indicati nella bibliografia; al giorno d'oggi le fonti cartacee vengono sempre di più affiancate (se non superate) dai contenuti presenti sul web, quindi può risultare molto importante sapere anche come si deve fare una sitografia.

Distinzione tra bibliografia e sitografia

La distinzione tra bibliografia e sitografia è abbastanza semplice da capire: la prima è l'elenco delle fonti cartacee che sono state consultate per la stesura del testo della tesi (non solo libri, quindi, ma anche articoli, riviste, documenti e così via); la sitografia è invece l'elenco delle fonti online che vengono citate nella tesi (si parla quindi di siti e altre risorse elettroniche che si possono trovare nella Rete).

Bibliografia e sitografia vengono di norma inseriti alla fine della tesi (dopo l'indice, l'introduzione, il corpo del testo e le conclusioni); non esistono delle regole ferree per la realizzazione della sitografia, ma ci sono delle linee guida che sono valide praticamente per ogni situazione in cui bisogna farne una.

Come fare la sitografia

Se nel testo della tesi è stato fatto un riferimento ad un sito, ma senza la necessità di indicare una sua pagina specifica, nella sitografia può essere sufficiente indicare solo l'indirizzo web. Se invece sono state menzionate delle risorse più specifiche bisognerà essere un po' più precisi, infatti bisogna indicare:

  • nome e cognome dell'autore (se si tratta di un articolo online dovrebbe essere facilmente individuabile all'inizio o alla fine del pezzo; se si tratta invece di un sito personale il nome dell'autore si potrebbe trovare nell'homepage);

  • titolo e sottotitolo del sito;

  • indirizzo specifico della pagina;

  • data di pubblicazione o dell'ultimo aggiornamento.

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