18 Giugno Giu 2018 1119 18 giugno 2018

Fattura elettronica carburante come funziona

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La fatturazione elettronica del carburante, in questi mesi soltanto opzionale per i più tecnologici o per i guidatori con particolari necessità, sta per diventare obbligatoria e dal luglio 2018 dovrà diventare una pratica abitudinale per tutti, con l’esonero solo per determinate categorie. Per questo motivo, è bene giocare d’anticipo e capire nel dettaglio come funziona questa procedura semplice e intuitiva.

La legge sulla fatturazione obbligatoria dei carburanti

La legge sulla fattura elettronica per la cessione di carburante rientra nella Legge di Bilancio 2018 e l’Agenzia delle Entrate ha già provveduto ad emanare la circolare 8/E dello scorso 30 aprile, in cui si specificano le modalità in cui il nuovo provvedimento entrerà in vigore. Dal luglio 2018 sarà obbligatoria la fatturazione elettronica per le cessioni di carburanti in generale, mentre dal 2019 l’obbligo verrà esteso anche ai privati.

L’obbligo di fatturazione elettronica riguarderà sia la cessione di carburante che ogni altra prestazione resa da subappaltatori e subcontraenti che svolgono servizi in favore delle PA. Le cessioni di carburante per motori di gruppi elettrogeni, impianti di riscaldamento e attrezzi rimarranno momentaneamente escluse fino alla fine di quest’anno. La novità ha destato parecchia perplessità tra i venditori di carburante, che dovranno aggiornarsi e munirsi di strumentazioni adeguate al rispetto delle nuove normative, mentre i cambiamenti per i cittadini privati sono praticamente nulli.

L’unica novità per i clienti è l’abolizione della scheda carburante, che corrisponderà proprio all’entrata in vigore dell’obbligo di fattura elettronica. I titolari di partita IVA per pagare gli acquisti di carburante e richiedere successivamente un rimborso potranno utilizzare solo metodi tracciabili, usando dunque carte di credito, di debito o prepagate. Questo nuovo provvedimento dovrebbe consentire una riduzione delle numerose violazioni in merito all’autocertificazione dei costi dei carburanti, problema che negli ultimi tempi ha portato a frequenti casi di evasione fiscale.

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