30 Ottobre Ott 2018 2246 30 ottobre 2018

Come saldare a stagno

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Le persone che si dilettano con il fai da te probabilmente qualche volta hanno avuto a che fare con le saldature a stagno: non si tratta di un'operazione particolarmente complicata, ma forse chi è alle prime armi potrebbe avere qualche difficoltà a farla nel modo corretto. Ecco come saldare a stagno nel modo giusto: cosa occorre e quali sono i passaggi da fare?

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Gli strumenti e la preparazione

Prima di tutto bisogna procurarsi un saldatore: sul mercato ne esistono di diverso tipo, tutti sono composti da un'impugnatura isolante e da una punta in lega di rame che viene riscaldata da una resistenza. Alcuni saldatori hanno la forma di una pistola, mentre altri hanno una forma allungata e si impugnano come una matita (una matita decisamente grossa): la scelta dello strumento dipende anche dal tipo di lavoro che si deve fare. Anche la scelta della punta dipende dal tipo di saldatura che si deve eseguire.

Prima di passare alla saldatura bisognerà fare un po' di preparativi: se la punta del saldatore è nuova probabilmente non funzionerà benissimo a causa dell'ossido che vi si forma; la punta va quindi “stagnata”, carteggiandola e poi immergendola in un contenitore con del disossidante in pasta. Anche i pezzi da saldare devono essere puliti e, se possibile, carteggiati ed eventualmente spennellarli con un pochino di disossidante.

La procedura da seguire per saldare a stagno

Ora si può saldare a stagno: si fonde un pochino di stagno per far sì che rimanga sulla punta del saldatore e poi la si applica su entrambe le parti da saldare strofinandoci sopra la punta. Ora si mettono a contatto le due parti e si scaldano appoggiandovi sopra la punta del saldatore: quando sono ben calde bisogna avvicinare il filo di stagno, che si “squaglia” velocemente e va a depositarsi sulla giunzione. Le parti devono rimanere ben ferme per qualche secondo, così lo stagno può indurirsi. Se bisogna saldare parti piccolissime non serve la stagnatura delle parti, visto che basterà una goccia di stagno per completare l'operazione.

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