16 Maggio Mag 2018 1958 16 maggio 2018

Cosa fare con laurea in giurisprudenza

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La facoltà di giurisprudenza attrae da sempre numerosi studenti che, dopo l'esame di maturità, decidono di intraprendere questo percorso universitario, il più delle volte per inseguire un sogno nel cassetto, quale può essere quello di diventare avvocato, giudice o magistrato.

Facoltà di giurisprudenza: caratteristiche

Tra le poche facoltà che non prevedono un test selettivo di ingresso, vi è proprio quella di giurisprudenza, un corso di laurea magistrale a ciclo unico, per la quale è prevista una formazione giuridica completa. Sebbene ogni ateneo adotti piani di studio differenti, in linea generale, si andranno a sostenere esami concernente il diritto in tutte le sue sfaccettature: dal diritto privato, al diritto costituzionale, dal diritto romano, alla filosofia del diritto e ancora da quello commerciale, a quello civile, pubblico e privato.

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Giurisprudenza: sbocchi

Una volta conseguita la laurea in giurisprudenza si potrà decidere cosa fare a seconda delle proprie aspirazioni.

  • Conseguimento di un master

I master ai quali, sarà possibile accedere dopo la laurea in campo giuridico, sono numerosi. Essi spaziano dal diritto tributario e giurista di impresa, a quello delle risorse umane, da quelli concernenti il diritto del web e del consumatore on-line, a master in scienze forensi.

  • Scuola di specializzazione per professione legale

La scuola di specializzazione prevede il superamento di un test d'accesso ed è di durata biennale; può inoltre essere titolo di accesso per il concorso a magistratura.

  • Dottorato di ricerca

Il livello più alto della formazione accademica è proprio il dottorato di ricerca, un percorso che dura più anni con un'iniziale selezione pubblica e che, in questo campo, da la possibilità d'accesso al concorso di magistratura.

  • Tirocinio presso uffici giudiziari

Il tirocinio si effettua presentando un'apposita domanda in base alla quale avverrà una selezione; gli studenti selezionati, saranno tenuti a svolgere un tirocinio di 18 mesi, durante il quale, i laureati, saranno portati ad assistere i magistrati delle corti d'appello, dei tribunali di sorveglianza, nonché i giudici amministrativi dei tribunali del consiglio di stato o dei tribunali amministrativi regionali. L'esito positivo di tale percorso è considerato tra le altre cose titolo d'accesso per il concorso nella magistratura

  • L'avvocatura

Per diventare avvocato a tutti gli effetti ed imparare effettivamente la professione pratica, bisognerà svolgere un tirocinio di 18 mesi presso uno studio di avvocati, iscritti all'albo da un minimo di cinque anni. Al termine di tale tirocinio sarà possibile sostenere poi l'esame di abilitazione, emesso una volta l'anno e consistente in tre prove scritte ed una orale. Passo importante sarà in seguito il giuramento, che avverrà in seduta pubblica attraverso la lettura dell'impegno solenne presso il proprio consiglio d'ordine. Atto conclusivo sarà poi l'iscrizione all'albo.

  • Carriera notarile

Il notaio è un pubblico ufficiale che ha il potere di garantire valore legale agli atti che si stipulano. Per intraprendere tale carriera è prevista una pratica notarile della durata di 18 mesi e il superamento di un concorso pubblico.

  • Concorso in magistratura

Tra i concorsi più ambiti, per accedervi, bisognerà possedere oltre alla laurea quinquennale in giurisprudenza, anche un secondo titolo, che potrà essere quello di avvocato, diplomato di scuola di specializzazione per le professioni legati, o di dottorato di ricerca. Il concorso consterà di tre prove scritte, che vertanno rispettivamente sul diritto civile, penale, amministrativo, e una prova orale che raccoglierà invece varie tematiche: dal diritto amministrativo, a quello comunitario, da elementi di informatica giuridica, ad un colloquio in lingua straniera.

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  • Concorsi pubblici

Sarà possibile poi partecipare a numerosi concorsi pubblici, nazionali e regionali, tra i più noti: quello per entrare nelle forze dell'ordine, quello per funzionari delle agenzie dell'entrate, o concorsi per l'insegnamento: il laureato in giurisprudenza potrà accedere alle classi di insegnamento concernenti il diritto e l'economia, ma il tipo di insegnamento specifico, dipenderà dall'istituto superiore dove si sarà chiamati.

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