7 Giugno Giu 2018 0800 07 giugno 2018

TFR cosa fare

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Il TFR è calcolato sulla retribuzione lorda e poi accantonato. Di solito corrisponde a una mensilità ed è il 6,91% della paga lorda annuale.

Le scelte dei lavoratori in tema TFR

Coloro che scelgono il TFR subito in busta vedranno degli effetti non del tutto positivi sul reddito Isee cioè l’Indicatore Situazione Economica Equivalente che misura la ricchezza del contribuente e che serve per tante prestazioni. Ma il TFR direttamente in busta paga non preclude la possibilità di ottenere il bonus degli 80 Euro.

Leggi anche: Per cosa si può richiedere il Tfr

Il lavoratore potrà disporre del TFR esercitando alcune scelte che prevedono di poterne usufruire subito in busta paga fino al 2018 oppure si può optare per tenerlo in azienda fino alla fine del rapporto di lavoro o destinarlo al Fondo Pensione, cioè al pensionamento secondo l'articolo sui riscatti e anticipazioni.

Incassare il TFR in busta significa penalizzare il futuro previdenziale sia nella forma di TFR in liquidazione che in quello conferito al fondo, in effetti può essere una contribuzione di previdenza integrativa alla quale aggiungere magari altri contributi a proprio carico.

Alla fine, incassare il TFR per aumentare la paga non significa altro che limitare la pensione integrativa in modo sempre più significativo più si è prossimi alla pensione. Ecco allora che la Legge di Stabilità del 2015 ha introdotto il TFR in busta paga per tutti i lavoratori di aziende private con 6 mesi di anzianità. Gli stessi possono ottenere ogni mese il proprio Trattamento di Fine Rapporto o TFR. Mentre se il lavoratore è impiegato nel settore pubblico potrebbe destinare il TFR al fondo pensione di categoria.

La scelta della destinazione della liquidazione avrà una durata limitata e cioè fino al giugno 2018. Poi, da luglio 2018 il trattamento di fine rapporto ritornerà come prima, cioè verrà accantonato o versato al Fondo.

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