29 Giugno Giu 2018 1813 29 giugno 2018

Chi ha diritto alla disoccupazione

  • ...

La Naspi, Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego, è la corrisposta mensile, introdotta dallo scorso maggio 2015, con il Jobs Act (riforma del lavoro del governo Renzi). A subire delle modifiche, non solo le modalità di richiesta, ma anche i beneficiari.

Leggi anche: "Com'è andato il tasso di disoccupazione a gennaio 2018"

Domanda di disoccupazione: chi può farla?

A poter richiedere l'indennità di disoccupazione sono le seguenti categorie di lavoratori, che hanno perso il posto involontariamente:

  • apprendisti;
  • dipendenti della pubblica amministrazione avente un contratto a tempo determinato;
  • personale artistico con contratto a tempo determinato;
  • soci lavoratori di cooperative con un rapporto di lavoro subordinato;
  • lavoratrici che hanno presentato le dimissioni nel periodo della maternità, dimissioni per giusta causa;
  • lavoratrici madri obbligate a presentare le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità;
  • lavoratori che sono stati licenziati per motivi disciplinari.

Congiuntamente alla perdita involontaria del posto di lavoro, occorre che il lavoratore sia in possesso di:

  • almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • 30 giorni di lavoro effettivo, nei dodici mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Il sussidio di disoccupazione non spetta invece:

  • ai dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • agli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato;
  • ai lavoratori extracomunitari aventi permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  • ai lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia;
  • ai lavoratori in possesso di assegno ordinario di invalidità.

E se è il lavoratore a licenziarsi?

Spesso davanti ad una scelta di dimissioni, ci si chiede se si potrà poi fare domanda di disoccupazione.

E bene ci sono casi in cui il lavoratore è costretto a dare le dimissioni e ciò o a causa:

  • di circostanze che non rendono più proseguibile il rapporto di lavoro,
  • in base a valutazioni personali del lavoratore, motivate da ragioni di carattere impellente (quale può essere l'assistenza ad un familiare bisognoso di cure), motivazionale (ad esempio l'impossibilità di crescita all’interno dell’azienda) o conflittuali (diverbi e/o antipatie con i colleghi).

Solo nel primo caso però, le dimissioni sono giustificate e danno di conseguenza diritto all’ottenimento dell’assegno assistenziale, Napsi. Insomma nel caso in cui sia il dipendente a licenziarsi, non sempre ha diritto alla disoccupazione, a meno che la sua scelta non sia dettata dalla necessità di evitare un’ingiustizia ai suoi danni.

Leggi anche: "Disabilità e disoccupazione l'apocalisse italiana"

Richiesta di disoccupazione: decaduta o sospensione

Si tenga ben presente che la prestazione può essere sospesa in caso di:

  • rioccupazione
  • nuova occupazione con contratto di massimo sei mesi in paesi dell'UE o con cui l'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione, o in paesi extracomunitari;
  • mancata comunicazione all'INPS del reddito annuo presunto, entro un mese dall'inizio della nuova attività di lavoro subordinato non superiore a sei mesi.

Può invece decadere se il lavoratore:

  • inizi un'attività di lavoro subordinato, senza comunicare all'INPS, entro un mese dal suo inizio, il reddito percepito;
  • inizi un'attività lavorativa autonoma, senza comunicare il reddito presunto, entro un mese dal suo inizio;
  • raggiunga i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • ottenga il diritto all'assegno ordinario di invalidità e non opti per l'indennità NASpI;
  • nei casi previsti dall'art. 21, comma 7, del decreto legislativo n. 150 del 2015, non partecipi, senza giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai Centri per l'Impiego.

Leggi anche: "Disoccupazione calcolo"

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Correlati
Potresti esserti perso