21 Maggio Mag 2018 1205 21 maggio 2018

Ritiro patente tasso alcolemico cosa fare

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Il Codice della Strada negli ultimi anni ha subito diverse modificazioni e le leggi si sono fatte più severe, visto che sono sempre di più le vittime di incidenti stradali che riportano danni gravi o che addirittura perdono la vita. Uno dei problemi più frequenti è la guida in stato di ebbrezza, una condotta che porta a sanzioni estremamente pesanti ma che, nonostante tutto, non riesce ancora a far abbassare sensibilmente il numero di guidatori che si mette al volante dopo aver alzato troppo il gomito.

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Le leggi sulla guida in stato di ebbrezza

La guida in stato di ebbrezza è stata al centro di emanazioni e rimaneggiamenti di varie regole e attualmente gli articoli di riferimento sono il 186 e 186 bis del Codice della Strada. Il limite del tasso alcolemico è attualmente fissato a 0,5 grammi/litro per chi ha la patente da più di tre anni, mentre è fermo a 0 per i neopatentati. La soluzione più sicura è dunque non bere affatto, perché anche con un bicchiere di vino si rischia di superare i limiti consentiti: una semplice trasgressione può essere punita con la decurtazione di 10 punti dalla patente più multe e altre sanzioni, mentre la guida con un tasso alcolemico superiore agli 0.8 grammi/litro è considerata addirittura reato.

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Cosa fare in caso di guida in stato di ebbrezza

Attualmente i guidatori che vengono colti a guidare in stato di ebbrezza non sono tutelati in alcun modo, quindi il consiglio è sempre quello di non bere o comunque effettuare autonomamente un test prima di mettersi alla guida e, se si ha questa possibilità, aspettare di avere smaltito l’alcol prima di mettersi a guidare. Come già accennato, le pene sono severe anche per chi sgarra di poco, mentre per chi registra tassi alcolemici ancora superiori le sanzioni sono anche più pesanti e il ritiro immediato della patente non è caso raro.

A peggiorare la situazione c’è il fatto che per la guida in stato di ebbrezza le polizze assicurative non coprono alcun danno o lesione, quindi l’assicurazione può rifiutarsi di pagare, in base a quanto chiarito dall’ordinanza della Cassazione n. 9448 dell’11 maggio 2015. Naturalmente per i casi con conseguenze più gravi può essere prevista addirittura la reclusione.

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