2 Luglio Lug 2018 1419 02 luglio 2018

Schiamazzi notturni: chi chiamare

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Stoviglie che sbattono, sedie che si spostano, elettrodomestici che emanano fastidiosi fruscii, tacchi di scarpe, chiacchieri continui con tono di voce particolarmente alto: nelle ore notturne, quando il rumore di fondo delle strade si dissolve, è più facile sentire ogni singolo movimento che produce baccano e che per questo è considerato disturbo della quiete pubblica.

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Quando un rumore può essere considerato illegale

Vero e proprio reato, quello del disturbo della quiete pubblica, esso rientra difatti nelle contravvenzioni regolate dal codice penale per la tutela dell’ordine pubblico. I rumori dei 'vicini' possono essere definiti molesti, quando superano determinati limiti della c.d. normale tollerabilità, fissati, di norma, tramite delle perizie fatte da un consulente tecnico del giudice, in relazione soprattutto alle circostanze di tempo, luogo e orari.

Solitamente, i rumori di alta entità, per ciò che concerne i condomini, sono concessi nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle 08:00 alle 13:00 di mattina
  • dalle 16:00 alle 21:00 di pomeriggio/sera

Questo, ovviamente, in linea generale. Ogni condominio, infatti, può decidere autonomamente le fasce orarie, così come può scegliere, ad esempio, di modificarle in base alle stagioni.

Se i problemi però, non riguardano la realtà condominiale, ma riguardano un raggio ben più ampio, allora bisognerà fare riferimento al regolamento del proprio comune di appartenenza che deve tutelare ed assicurare la quiete e la tranquillità delle persone, emanando un apposito “Regolamento per la disciplina delle attività rumorose".

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Schiamazzi notturni: come tutelarsi

Per capire come tutelarsi difronte a spiacevoli inconvenienti, quali possano essere gli schiamazzi notturni, occorre distinguerne innanzitutto la tipologia.

Si può infatti parlare di:

  • rumore assordante e intollerabile che disturba un’intera strada abitata, come quello derivante da un locale notturno non adeguatamente insonorizzato, o da una vettura lasciata in sosta con finestrini abbassati e con autoradio al massimo volume;
  • rumore di entità inferiore, che arrecano disturbo solo una cerchia ristretta di persone, i vicini per esempio.

Nel primo caso sarà possibile chiedere l’intervento delle forze dell’ordine, in quanto si è difronte al reato di disturbo della quiete pubblica, essendo il rumore in grado di arrecare disturbo a un numero indefinito di persone e non soltanto a pochi soggetti (come i vicini di casa). Nel secondo caso invece non sarà possibile chiamare la polizia o i carabinieri: Ci si potrà invece rivolgere all'Amministratore condominiale, se risulta esserci una violazione nel regolamento condominiale; in mancanza di ciò, i vicini disturbati dai rumori molesti, dovranno avvalersi di un legale. L'avvocato in questione, procederà a una regolare diffida e, in caso di perseveranza, ricorrerà al tribunale ordinario per porre fine al problema.

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