23 Gennaio Gen 2017 1440 23 gennaio 2017

Perché si chiama vaccino

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Il vaccino è un preparato medico ottenuto con batteri o virus morti o vivi, che viene iniettato in un individuo per indurre l'organismo a produrre anticorpi specifici che ne assicurino un'immunità attiva. E perché si chiama vaccino?

La spiegazione è facilmente rintracciabile nell’etimologia della parola “vaccino”, nel senso di bovino. In origine, infatti il termine designava il vaiolo dei bovini ,o vaiolo vaccino. Il pus ricavato dalle pustole del vaiolo bovino, pus vaccinico, era impiegato per praticare l’immunizzazione attiva contro il vaiolo umano.

I fondatori dei vaccini

Fu l’inglese Edward Jenner a scoprire come il virus del vaiolo vaccino fosse in grado di proteggere quello umana, molto più grave.

Successivamente, nel 1880, Louis Pasteur dimostrò con colture di microrganismi responsabili del colera dei polli che lo stesso principio era valido per instaurare la resistenza contro le infezioni batteriche nell’uomo e chiamò vaccino la coltura batterica.

Il vaccino contro il vaiolo ha definitivamente debellato la malattia. Ora l’obbiettivo è quello di estirpare a livello mondiale la poliomelite.

Comunque fin dall'antichità la medicina aveva capito l’importanza di essere immunizzati per non contrarre una malattia.

Nonostante siano presi di mira da molte critiche, o si facciano campagne del terrore, spesso senza fondamento scientifico, oggi i vaccini salvano milioni di vite umane in tutto il mondo.

Ecco l’elenco delle vaccinazioni obbligatorie e offerte dal sistema sanitario pubblico.

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